Quaranta proiettori ad illuminare il Foro romano e le meraviglie della città antica


Da ieri sera le luci della notte capitolina si sono arricchite di un nuovo bagliore, grazie al progetto d’illuminazione realizzato dall’architetto Piero Castiglioni al Foro romano.

Quaranta proiettori, sistemati in nove postazioni diverse, a rischiarare l’area archeologica a partire da mezz’ora dopo il tramonto fino alle due di notte.

Un impianto, azionato da interruttori astronomici, che interessa il percorso dalla via Sacra, tra le pendici del Campidoglio e l’Arco di Tito, dove sono illuminati il Tempio di Vespasiano, quello di Saturno, il portico degli Dei Cosenti, l’Arco di Settimio Severo, la Colonna di Foca e altre colonne onorarie, il Tempio dei Castori e quello di Antonio e Faustina.

«Siamo partiti da una rete metallica che recintava quella che era definita da diversi giornali una discarica a cielo aperto» ha dichiarato il sottosegretario ai Beni culturaliFrancesco Giro. «Ora l’illuminazione appena realizzata renderà più visibile l’opera di risanamento del sito archeologico, che comunque non è ancora conclusa. È nato un modello Roma per la gestione del patrimonio che non esiste in nessun’altra città d’arte italiana e che è contraddistinta dalla collaborazione che esiste tra il Mibac e Roma Capitale».

Grande soddisfazione per l’evento è stata espressa anche dal sindaco della città, Gianni Alemanno, che ha sottolineato la grande capacità della capitale di offrire suggestione e valori culturali ai turisti e ai suoi cittadini.

Valentina De Simone