Stasera in tv “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”

Questa sera, alle ore 21:25, Raidue trasmetterà il fantasy del 2004 “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban” (titolo originale “Harry Potter and the prisoner of Azkaban”). La pellicola, diretta da Alfonso Cuaròn e tratta dall’omonimo romanzo di J. K. Rowling, rappresenta il terzo film della serie dedicata al maghetto di Hogwarts. Nel cast, oltre agli ormai divi Daniel Radcliffe ed Emma Watson, anche Gary Oldman. Durata: 136 minuti.

Rientrato per la terza volta alla scuola di magia, Harry non viene punito per aver usato impropriamente le sue arti ma resta in osservazione. Il nuovo anno prevede l’introduzione di nuove discipline e nuovi insegnanti. Nel frattempo tal Sirius Black fugge da Azkaban, la prigione dei maghi e nessuno gli da la caccia. Forse perchè qualcosa di misterioso lega Sirius ad alcune persone vicine ad Harry…

Quando si dice “Harry Potter” si dice anche “incassi al botteghino”. E ciò a prescindere dalla regia dei vari capitoli della saga. Ma Alfonso Cuaròn dona al film un tocco di perfezione. Sì perchè riesce a conferire ad Harry un’aria svecchiata: il maghetto non è più un bambino ed è lungi dalle derive adolescenziali dei primi film della saga. Molto più adulto ma anche in un’insolita veste dark, il protagonista si trova, adesso, ad affrontare temi come l’abbandono, il razzismo, le classi sociali, l’ingiustizia. Ma soprattutto il dualismo che c’è in ognuno di noi: questa volta il male non proviene, infatti, dall’esterno della scuola ma da molto, molto vicino… Terza di una saga lunga e prolifica, la pellicola esula dalla tacita regola cinematografica che vuole i sequels di una qualità inferiore alle pellicole a cui si ispirano. “Il prigioniero di Azkaban” è formalmente perfetto e – cosa gradita ai puristi – rispetta con ortodossia lo spirito del libro. Come ciliegina della torta un cast di eccezionali caratteristi, ancora più perfetti nel gotico-fantasy, e un mostro sacro, Oldman, sempre stupefacente.

Valentina Carapella