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AGCOM detta le regole per Web Tv e Web Radio

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Sono stati pubblicati nel sito dell’Agcom (Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni) i regolamenti relativi alla ‘prestazione di servizi di media audiovisivi lineari o radiofonici su altri mezzi di comunicazione elettronica (in sostanza web-TV, IPTV e mobile TV), nonché la fornitura di servizi di media audiovisivi a richiesta’ .

Nei tempi in cui vediamo video e streaming via Internet e ci prepariamo ad acquistare Google TV, Apple Tv ed altri gadget tecnologici di questo tipo, sembra interessante capire come si sta definendo a livello normativo, la partecipazione alla concorrenza al servizio di RadioTelevisione e Radiodiffusione in Italia.

I regolamenti si suddividono in Articoli e riguardano principalmente l’individuazione del perimentro di applicabilità, le autorizzazioni necessarie, i fornitori che operano all’estero, obbligo del registro della programmazione, la tutela dei minori, sanzioni previste e molti altri e più dettagliati argomenti. Per maggiore dettaglio visitare il sito di Agcom.

Secondo Agcom vanno definiti con cura chi sono gli attori della normativa ovvero che cosa si debba intendere per fornitori di servizi di media audiovisivo individuandoli in coloro che ‘ possono operare in concorrenza con la radiodiffusione televisiva nell’ambito di attività precipuamente economiche ed esercitare la responsabilità editoriale sui contenuti diffusi’ e che sono in grado di generare ricavi da questo tipo di attività per importi pari almeno a Euro 100.000. Tutti gli altri non sono quindi compresi.

Vengono inoltre non considerati servizi di media audiovisivi i cosidetti spazi online che garantiscono il solo upload di contenuti privati per i quali sono responsabili i privati stessi. Rientrerebbero però nel campo di applicabilità secondo Agcom, quei contenuti che pur essendo caricati da utenti privati sono sfruttati economicamente dall’aggregatore riportando quindi la situazione di corresponsabilità editoriale. Stiamo quindi parlando di Youtube, Vimeo e Google Video?.

Per quanto riguarda le autorizzazioni, Agcom fa riferimento alle società che abbiano per ‘oggetto sociale l’esercizio  dell’attività radiotelevisiva, editoriale o comunque attinente all’informazione ed allo  spettacolo, e alle amministrazioni pubbliche, agli enti pubblici, anche economici, alle  società a prevalente partecipazione pubblica, alle aziende ed agli istituti di credito, fatto salvo quanto previsto per la società concessionaria del servizio pubblico generale radiotelevisivo‘. Basterebbe inoltre la denuncia di inizio di attività con un meccanismo pari al silenzio – assenso ovvero trascorsi circa trenta giorni dalla comunicazione se non vi sono segnalazioni di risposta, si può continuare ad operare. Necessaria comunque la presentazione di documentazioni ed il pagamento di alcuni contributi pari a Euro 500.

Interessante anche il punto relativo all’obbligo di tenuta registro delle programmazioni che Agcom riferisce dover essere semplificato e che sarà oggetto di nuova delibera mentre rimane in piedi l’obbligo, vista la delicatezza del servizio, di poter accedere alle registrazioni integrali dei programmi fino ai tre mesi successivi alla divulgazione.

La delibera N.607/10/CONS è in corso di pubblicazione sulla prossima Gazzetta Ufficiale.

Natascia Edera