Rc auto: il piano Isvap per tagliare le tariffe

Per l’Isvap le tariffe Rc auto potrebbero diminuire del 15-18% con poche e mirate modifiche legislative.

L’organo di vigilanza sulle imprese assicuratrici, dopo mesi di confronto con le assicurazioni e le associazioni dei consumatori, il 29 dicembre ha inviato una serie di proposte a Governo e Parlamento con cui perseguire una riduzione degli oneri del servizio e, contemporaneamente, un equilibrio del segmento.

L’intervento dell’Isvap si è reso necessario in seguito alle sue ultime rilevazioni circa l’andamento del ramo Auto, non ancora rese note, dalle quali verrebbe fuori un aumento del 10% in media delle tariffe per i consumatori e, al contempo, bilanci 2010 in perdita per le compagnie assicurative.

“Le nostre proposte – ha dichiarato il presidente dell’autorità, Giancarlo Giannini – si propongono di perseguire l’interesse convergente delle compagnie e dei consumatori, sono utili ad entrambi”.

Viene considerato necessario, innanzitutto, redigere una tabella sui risarcimenti delle lesioni marcopermanenti, che incidono per il 60% sulle spese degli incidenti con danni alla persona. L’Isvap fa notare che queste spese lievitano soprattutto per le frequenti diverse pronunce dei tribunali interpellati, spesso in notevole contrasto tra loro, e che con la sola tabellazione delle menomazioni, da anni prevista dal Testo unico delle assicurazioni, si otterrebbero un abbattimento dei costi intorno al 10%.

Il presidente Giannini spinge anche nella direzione dell’esclusività del risarcimento diretto come modo di rimborso dei danni, in linea con quanto richiesto dalle compagnie e contro una sentenza della Corte Costituzionale del 2008 nel senso opposto. Non a caso l’istituto di vigilanza chiede un intervento al Parlamento per sancire legislativamente tale principio risarcitorio.

In merito alle truffe, ancora in aumento, specie in Campania e Puglia, si stima che con un intervento ad ampio raggio si potrebbero limare di almeno il 5% le tariffe sul piano nazionale e molto di più nelle aree dove si verificano con più incidenza. L’Isvap propone la dematerializzazione dei contrassegni assicurativi per scoraggiare le false coperture, perché “spesso le copie contraffatte sono stampate meglio degli originali”, l’istituzione di un agenzia antifrode, la messa a disposizione per 8 giorni della vettura incidentata prima della riparazione, in modo che la compagnia possa stimare il danno.

L’autorità propone anche la sospensione per 30 giorni, in caso di fondati sospetti di frodi, dei termini di legge (60 giorni) dati alle compagnie per formulare le proposte di risarcimento.

L’Isvap non ha invece portato avanti la richiesta delle imprese di limitare la risarcibilità alle piccole lesioni fisiche superiori al terzo punto di invalidità, che comporterebbe forti risparmi, almeno il 10% del fabbisogno tariffario secondo le assicurazioni. “Il rispetto della salute – ha dichiarato Giannini – non inizia dal 3° punto di invalidità”, aggiungendo che “all’indomani di una simile misura, le richieste di pagamento si collocherebbero rapidamente al di sopra della soglia di non risarcibilità”. Il presidente dell’authority, in risposta alle obiezioni di chi sostiene che le piccole lesioni spesso non sono rilevabili clinicamente, incentivando così le truffe, ha ricordato che “per essere risarciti i danni debbono comunque essere dimostrati”, dunque meglio intervenire con seri controlli anti-truffe.

Il prossimo 4 gennaio Giancarlo Giannini e Fabio Cerchiai, presidente dell’Ania, saranno sentiti dal ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani per discutere degli interventi necessari ad abbassare le tariffe Rc auto.

Marco Notari