MotoGp, pagelle: la stagione perfetta di Lorenzo

Il suo nome completo è Jorge Lorenzo Guerrero. Nato a Palma di Maiorca ventitré  anni fa, ha scelto la strada del motociclismo in tenera età partecipando ai primi campionati già a cinque anni. Assoluta talento, convinzione nei proprio mezzi ed una carriera tanto intensa quanto vincente. Debutta nel motomondiale nel 2002 e si presenta in MotoGp già da bi-campione del mondo delle 250cc. Un ragazzo con un passato così è quasi destinato a trionfare, e dopo soli tre stagioni è riuscito a conquistare il titolo più ambito ed importante del mondo delle due ruote. Un trionfo importante, costruito dopo una stagione perfetta. Analizziamola passo per passo.

Ricerca della messa a punto

Solo ora si è scoperto (forse) il segreto di tale capacità intuitiva e facilità nel lavoro. Nel 2010 Lorenzo ha sempre avuto a disposizione una moto precisa e fedele, mai ribelle o scorbutica bensì ligia alle pretese ed ordini del pilota. Tutto possibile grazie ad una curioso metodo di lavoro seguito nel suo box. Ad ogni appuntamento Lorenzo chiedeva piccole modifiche nell’assetto, senza mai stravolgere o intraprendere nuove strade. Il set-up quindi consisteva in un lavoro di fino, utilizzando praticamente gli stessi parametri in tutti i Gran Premi. Il risultato era un immediato feeling e capacità di girare forte quasi immediatamente, sbalordendo tutti e partendo già avvantaggiati. Merito però va’ anche allo stile di guida di Lorenzo, costantemente pulito e preciso nelle traiettorie e ad una M1 vero capolavoro di meccanica ed elettronica. La Yamaha si merita ancora una volta un 10, vincitrice su tutti i fronti ed ancora sul tetto del mondo. Anche se adesso il futuro è meno roseo e rassicurante.

Comportamento in qualifica

Discorso molto simile anche per quanto riguarda la sessione del sabato. Il nome nel tabellone costantemente nelle prime posizioni, sempre presente nell’assalto alla Pole e molte volte inarrivabile in termini di giro singolo. Sette Pole Position è un risultato di tutto rispetto, ma ancora di più e il fatto di essere partiti costantemente nelle primissime posizioni in griglia. Non si è mai andati oltre la quarta casella, mostrando quindi una costanza di risultati e concertazione davvero notevole. Rispetto al 2009 vi è stata una crescita decisa, figlia di maggior consapevolezza e tranquillità emotiva e professionale.

Comportamento in gara

Il lavoro poi del venerdì e sabato venia concretizzato in gara. Veloce, costante nei tempi, mai protagonista di errori. Lorenzo quest’anno ha messo in mostra una annata da sogno, collezionando come peggior risultato stagione due quarti posti ad Aragon e Suzuka. Il resto una sfilza interminabili di podi e ben nove vittorie. L’aver poi segnato il maggior numero di punti in una stagione nella storia del motomondiale (383 su 450) rende giustizia e pregio agli sforzi fatti. Con una tabella di marcia simile il titolo mondiale era praticamente ovvio vincerlo. Dopo la caduta di Valentino al Mugello già tutti erano sicuri del suo successo, ma lo spagnolo invece che calmare la sua foga ha continuato a segnare record e punti, disegnando quella che per molti è la “stagione perfetta“.

Pressione psicologica

Un punto chiave è stato certamente la crescita psicologica di Jorge. Già due anni fa aveva mostrato assolute doti velocistiche rivaleggiando alla apri con i miglior Top Driver, ma mancava tranquillità emotiva e concentrazione. Due fattori acquisiti in questo 2010. Per tutta la durata dell’anno Lorenzo non ha mai subito cali mentali, bensì è rimasto fermo sulle proprie posizioni costruendo ideali e sicurezze personali tanto solide quanto preziose. Più la situazione si faceva difficile più lo spagnolo interpretava il tutto positivamente, calibrando nelle dosi giuste velocità, studio e grinta. Mai un ritiro, mai una mossa sbagliata. Neanche Valentino Rossi è riuscito a incrinare leggermente tale corazza, chiudendo quindi nei migliori dei modi la sua crescita professionale.

VOTO

Nessuna errore, nessuna macchia, nessuna imperfezione. Un 2010 disarmante e fin noioso quello di Lorenzo. Vincitore già ad inizio campionato, mattatore di avversari e punti, nuovo punto di paragone nella MotoGp. 10 è il minimo, ma si meriterebbe anche di più. Impensabile fare meglio in un campionato difficile e competitivo come questo. Il suo trono ora appare come uno dei più forti e resistenti nella storia del motociclismo. Lorenzo può davvero dare vita ad una nuova era, scalzando quindi definitivamente quella di Valentino Rossi. I presupposti vi sono tutti e sarebbe un errore non sottolinearlo. Il re è lui e Rossi ora è tornato uno sfidante alla pari di Stoner, Dovizioso, Pedrosa. Siamo però solo alla parte prima di una grande sfida dove tutto deve essere ancora scritto e deciso. A noi l’onore e il privilegio di poter vivere in prima persona quello che un giorno sarà la storia di questa disciplina.

Riccardo Cangini