Petrolio: aperto l’oleodotto tra Russia e Cina

È stato inaugurato ieri l’oleodotto che trasporterà il petrolio russo in Cina, per la precisione lo porterà dalla Siberia a Daqing, nella Cina nord orientale.

Il collegamento, lungo circa 1000 km, è entrato in funzione dopo due mesi di prove e si prevede trasporterà 15 milioni di tonnellate di greggio all’anno, ovvero il 7% del consumo attuale di petrolio in Cina, con un flusso di 300 mila barili al giorno.

L’oleodotto ha collegato direttamente il maggior produttore di energia al mondo con il maggior consumatore ed è costato circa 16 miliardi di dollari.

Si tratta del primo collegamento tra le due potenze mondiali. Fino a ieri, infatti, gli scambi petroliferi tra i due Paesi avevano viaggiato solo su strada.

Frutto di cooperazione fra le società russe RosNeft e TransNeft e la cinese CNPC, l’impianto è stato costruito sulla base dell’accordo che prevede 25 miliardi di dollari di credito concesso dalla Cina. La Russia, a sua volta, garantisce il quantitativo di greggio necessario ad assicurare le forniture al partner cinese.

Il progetto, riporta l’Itar Tass, rappresenta “una nuova fase della cooperazione russo-cinese”, come ha sottolineato Yao Wei, dirigente della Petro China, a cui è toccato spingere il ‘bottone’ che ha dato di fatto il via all’operatività dell’oleodotto nel corso della cerimonia inaugurale tenutasi ieri a Mohe, città cinese ai confini con la Russia.

Una seconda parte della pipeline, che si prevede porterà il greggio russo verso le coste pacifiche della Cina, dovrebbe essere terminata entro il 2014.

Marco Notari