Costa d’Avorio: Gbagbo sotto la minaccia di azioni militari

Riprendono i tentativi di dialogo in Costa d’Avorio. In mattinata, accolto dal presidente uscente Laurent Gbagbo, è arrivato all’aeroporto di Abidjan il primo ministro kenyano Raila Odinga, seguito poi dal presidente di Capo Verde Pedro Pires. Il quartetto degli inviati dall’Ecowas si è completato con l’arrivo dei presidenti di Benin e Sierra Leone, Boni Yayi ed Ernest Koroma.

La missione diplomatica durerà una settimana, dopo un primo fallito tentativo nel quale l’Unione economica degli Stati dell’Africa occidentale aveva chiesto a Gbagbo di lasciare il potere ad Alassane Ouattara, vincitore delle ultime elezioni e riconosciuto Presidente dalla comunità internazionale. L’obiettivo della missione resta identico e, come ha già fatto sapere la Sierra Leone, non potrà essere oggetto di compromessi: si dovrà discutere su come facilitare il ritiro di Gbagbo, sul quale pesa anche la minaccia di un intervento militare da parte della stessa Ecowas.

Un’ultima ratio che, però, sembra diventare ogni giorno più incombente. Soprattutto di fronte all’ennesimo rifiuto da parte del Presidente ivoriano di accettare l’amnistia in cambio di una sua pacifica uscita di scena. Intanto, la prima dichiarazione sull’incontro tra i rappresentanti dell’Unione economica e lo stesso Gbagbo è del ministro dell’Informazione della Sierra Leone Ben Kargbo, il quale fa sapere che il dialogo ripartirà dall’ultimatum lanciato alla vigilia di Natale, dove si afferma che “il Presidente si deve dimettere. I capi di Stato dell’Ecowas vogliono garantire al signor Ouattara il trasferimento a proprio favore dell’amministrazione del suo Paese.

E a riguardo, ieri il vincitore delle elezioni ivoriane ha ricevuto una telefonata di sostegno dal segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon, il quale ha sottolineato l’importanza di raggiungere una “pacifica e durevole conclusione” ad una crisi che per primi stanno pagando i civili della Costa d’Avorio, da giorni spinti a lasciare il loro Paese per fuggire in Liberia. Il Segretario Onu si è anche espresso sulle violenze scaturite dopo il voto di Novembre. Ban Ki Moon ha infatti dichiarato di aver dato ordine ai caschi blu della missione Unoci di recarsi in Costa d’Avorio per arginare i prossimi probabili rischi di violenza.

Cristiano Marti