Il jat lag sociale minaccia il rientro dalle vacanze

Mancano pochi giorni alla fine delle vacanze natalizie, e per quasi tutti si avvicina il fatidico momento del rientro al lavoro e al tran tran quotidiano. Svogliatezza, sonnolenza, inappetenza ci attendono dietro l’angolo, tutti sintomi di un malessere battezzato come “jat lag sociale”.

Il jat lag, il malessere che colpisce l’organismo quando ci spostiamo in aereo da un continente ad un altro, in virtù del cambio di fuso orario, non è solo dei viaggiatori. Gli esperti dell’Università del Surrey hanno infatti parlato proprio di “jet leg sociale” per definire tutti quei sintomi che affligono il lavoratore al rientro dalle vacanze. Party, ore piccole, bottiglie di spumante lasciano il loro segno sugli individui che quindi faticano non poco a ritrovare il loro natuarale ritmo biologico.  ”Sono -spiega la cronobiolaga inglese Victoria Revell- i disguidi delle vacanza, mandano in tilt il nostro orologio biologico, come se attraversassimo due fuso orari”.

Ma cosa accade al nostro organismo dopo le vacanze di Natale e Capodanno? Per scoprirlo gli scienziati britannici hanno esaminato un gruppo di soggetti prima e dopo le fatidiche vacanze invernali. E hanno riscontrato sintomi della sindrome da rientro che si protraggono anche per due o tre settimane e che si caratterizzano soprattutto per le occhiaie, la difficoltà di concentrazione, la mancanza di energia,  la stanchezza, senza dimenticare una linea non proprio invidiabile. Colpa degli eccessi delle vacanze, ma anche delle tante aspettative “frustate” che spesso abbiamo sulle vacanze. Tutto ciò produce anche stati d’animo come frustazione, delusione, aggressività, depressione e irritabilità.

Per affrontare al meglio lo stess da rientro, un consiglio viene dalla  Revell: “non alzarsi troppo tardi dal letto, non proprio come se si dovesse andare al lavoro, ma quasi”. Ovvero divertirsi, ma senza esagerare.

Annastella Palasciano