TATA: si studia l’auto ad acqua

Gennaio 2011. Dopo auto elettriche e prototipi ad aria compressa, la casa automobilistica indiana la TATA ha in studio un esemplare ad acqua. Non fraintendiamo, l’energia non scaturisce direttamente dall’acqua nella formula base H2O, ma lo studio si basa sul processo di catalizzazione dell’acqua stessa per dividerla in H idrogeno e O ossigeno. Un innovativo sistema di separazione dei due elementi, permette di usare acqua come base per produrre un carburante maggiormente “esplosivo”, l’idrogeno.

La Ricerca è partita al MIT (Massachusetts Institute of Technology) dove sotto la guida del Dr. Daniel Nocera e un finanziamento di circa 15 milioni di dollari ha lo scopo di creare un’auto in cui lo stoccaggio di idrogeno sia ancora più sicuro. Il problema infatti delle auto ad idrogeno, che non inquinerebbero per niente, è l’uso di questo gas che ha un potere esplosivo molto grande.

La TATA non è la prima a puntare sulle auto ad idrogeno, si pensi ai prototipi della BMW o ai più recenti dell’Honda. E queste sono solo due delle case che stanno sperimentando il combustibile più ecologico del pianeta. A Milano nel quartiere Bicocca era stato inaugurato il primo distributore ad idrogeno italiano, peccato che anche Striscia la notizia abbia ducumentato che sia stato usato solo per l’inaugurazione e da allora della sua esistenza è rimasto solo il cartellone pubblicitario alla base del ponte che unisce il quartiere Bicocca a quello di Greco.

Nelle numerose fiere dell’ecosostenibile troviamo molti gadget con piccole celle a idrogeno, che grazie all’elettrolisi separano i due elementi e così questi piccoli veicoli modellino possono muoversi facendo vedere ad un vasto pubblico un applicazione pratica futuribile.

Vedremo cosa ci riserverà il futuro; per la vita di una tecnologia l’importante è la richiesta del mercato o la non opposizione delle lobby, in tanti casi non si riesce infatti a passare dalla fase di sperimentazione all’uso pratico. In questo caso la lobby delle compagnie petrolifere non è di certo facile da superare, speriamo solo che in un futuro qualche evento o una nuova consapevolezza ci porti ad usare questa o un altra tecnologia meno inquinante di quelle usate ora.

I.T.