Anna Anni: a due giorni dalla sua morte

Forse la Firenze che ha visto morire Anna Anni non è stata la stessa che la vide crescere. In ottantaquattro anni ne saranno cambiate di cose attorno a lei, attorno a questa donna dallo sguardo placido e dal sorriso nobile e delicato. “Annina” si è spenta nel primo giorno di questo nuovo anno. Di ricordi da rivisitare ne ha lasciati eccome a chi ha avuto il privilegio di girarle attorno.

Anna Anni è stata una delle più grandi costumiste italiane di sempre. Gli abiti pensati da lei hanno vestito figure del calibro di Luciano Pavarotti, Maria Callas e Anna Magnani. Franco Zeffirelli, regista di fama mondiale, è il primo ad apprezzare l’operato della “piccola Anna”, che ebbe modo di lavorare con lui come con Mauro Bolognini, Sandro Sequi e Beppe Menegatti.

La celebre costumista nacque a Marradi, fra la Toscana e l’Emilia Romagna, e si trasferì successivamente a Firenze, dove studio presso l’Istituto d’arte coltivando il sogno di divenire pittrice. La realtà non ebbe modo di incontrarsi con i suoi desideri adolescenziali, ma di soddisfazioni professionali Anna Anni ne ebbe molte e presto. Esordì come costumista in opere dirette da Orson Wells, per poi prendere il via verso l’opera, il balletto ed il teatro di posa. Nel millenovecentocinquantasei collaborò con Zeffirelli per la Turandot. Collaborò alla realizzazione di alcuni balletti con Carla Fracci, quali “Giselle”, “Coppelia”, “Il fiore di pietra” e “Mirandolina”. Anna Anni non firmò solo i vestiti di grandi opere portate al cinema oppure a teatro: il suo nome è noto anche presso gli studi televisivi. Collaborò, per il piccolo schermo, ad esempio, con il regista Mario Ferrero. Fra le sue ultime collaborazioni vanno ricordate le pellicole di Zeffirelli “Callas Forever” e “Un tè con Mussolini”.

Nel millenovecentottantasei, Anna Anni ricevette la nomination all’Oscar per il film “Otello”.

Martina Cesaretti