Caso Battisti: l’Italia si fa imbarazzante

Questa vicenda non riguarda i buoni rapporti che abbiamo con il Brasile ma un caso di giustizia per cui i nostri rapporti con quel Paese non cambieranno a causa di questa situazione”. Prova ad abbassare i toni Silvio Berlusconi sul caso Battisti. In una situazione che ha già infiammato gli animi nel Pdl e non solo. Se il leader Idv Di Pietro chiede al Brasile di poter “assicurare alla giustizia e alle patrie galere un delinquente comune, un assassino”, Ignazio La Russa non usa mezzi termini: il ministro della Difesa, infatti,  accusa il presidente uscente Lula di aver voluto fare, negando l’estradizione di Battisti, “un regalo all’ultrasinistra brasiliana. Alla parte più radicale del suo partito.

Un caso che, almeno in Italia, si è ormai radicato sui toni della polemica politica. Cosa che il nuovo esecutivo brasiliano non accetta. A parlare è il nuovo ministro della Giustizia Josè Eduardo Cardozo: “La questione dell’asilo politico non dipende dalla dimensione ideologica del rifugiato. Il Brasile ha già concesso l’asilo ad altri personaggi senza tenere in conto il valore degli atti commessi in precedenza, come nel caso di ex dittatori. Ragion per cui mi sembra strano che in questo caso specifico si voglia insistere sulla dimensione ideologica della decisione di Lula.

Una vicenda che fra i due Paesi rischia di diventare seriamente imbarazzante, soprattutto per le dichiarazioni che continuano a infiammare il dibattito a Roma. Ancora ieri il capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri definiva vergognosa la scelta di Lula, chiedendo una mozione parlamentare di condanna. E il presidente dei leghisti al senato Federico Bricolo parlava di una decisione “indegna di un Paese civile.” Tutte uscite che indispettiscono Brasilia, dove il tutto viene letto come un’inammissibile ingerenza nella sovranità del Paese.

Di fronte alla proposta di Berlusconi di organizzare a Bruxelles una conferenza stampa con Alberto Torreggiani (figlio del gioielliere ucciso nel ’79), lo stesso ministro Cardozo ha infatti rilanciato la polemica sul tema: iniziative del genere, supportate da altri Paesi europei, saranno considerate dal governo “un’offesa dei rapporti che si costruiscono tra nazioni in materia di sovranità”.

Ma l’Italia sembra intenzionata ad andare avanti: il ministro degli Esteri Frattini continua a studiare il caso, pensando alle prossime mosse. E di fronte ad una nota dell’Ue che ha provato a liquidare l’affare Battisti come una mera questione “bilaterale”, risponde: “Il caso è assai più complesso, e non si esclude, proprio nelle prossime ore, un’iniziativa europea promossa dall’Italia.

Cristiano Marti