Evolving English: perchè cresce l’inglese e spariscono i dialetti

Secondo le conclusioni stilate dall’Independent sulla base del rapporto realizzato dall’università di Harvard e Google, mentre la lingua inglese si sta arricchendo di vocaboli sempre nuovi, in altre parti del mondo tanti altri idiomi starebbero per scomparire.

Si tratta di 8.500 nuove parole ogni anno, per un totale di più di un milione di vocaboli, nonostante poi di queste parole un britannico comune ne conoscerebbe soltanto 75.000 e ne userebbe solitamente soltanto 50.000.

Il numero è assai poco cospicuo se si considera che in piena età elisabettiana erano circa 150.000 le David Crystalparole che comprendeva la lingua inglese (ed uno come Shakespeare ne usava soltanto 20.000). “Oggi conosciamo molte meno parole dal punto di vista percentuale, proprio perché la lingua è cresciuta così tanto“, ha detto , lo studioso di Harvard che ha stilato il rapporto in questione, l’Evolving English.

A quanto pare dal rapporto, l’evoluzione della lingua non sarebbe lineare. Piuttosto l’aumento di vocaboli in un idioma coinciderebbe con l’arrivo di periodi storici portatori di una vera e propria rivoluzione culturale: “C’é stato un picco nel periodo di Shakespeare, durante il Rinascimento, poi durante la rivoluzione industriale e adesso, con la ‘rivoluzione elettronica‘”, ha infatti aggiunto lo studioso.

David Willis, professore di linguistica presso l’università di Cambridge, ne è certo: “Sono certo che nei prossimi 200 anni perderemo la metà delle lingue del mondo“. La tendenza non è tuttavia così scontata: basti pensare che il tok pisin, la lingua ufficiale della Nuova Guinea, è nata negli ultimi 100 anni. Nel frattempo, e le cause sono da rintracciare nella globalizzazione e nei flussi migratori, ci sono tante altre parti del globo in cui invece lingue e dialetti, che raggiungono i numeri di 4.000 e 6.000 in tutto, continuano ogni giorno a svanire.

Martina Guastella