Il Giornale attacca Tremonti, Berlusconi smentisce

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:11

“Tremonti, non fare il Fini”.
La stampa berlusconiana, con il titolo odierno de “Il Giornale” diretto da Alessandro Sallusti, ha sbattuto in prima pagina il ministro del Tesoro Giulio Tremonti, evidentemente troppo avvezzo, negli ultimi tempi, a mettere in discussione le linee programmatiche del premier (specialmente in materia di spesa) e l’effettiva tenuta dell’esecutivo, al punto da allinearsi a Bossi e alla Lega nella richiesta di nuove elezioni che, secondo voci mai smentite, potrebbe coincidere con la sua investitura a premier (tecnico?) post Cavaliere.

“Risparmiaci un’altra nuova odissea politica” – scrive il quotidiano di Paolo Berlusconi – e se ti “balenasse l’idea di urlare ‘che fai, mi cacci?’ in faccia a Berlusconi” ricorda che la strategia “non è mai risultata vincente”.
Perché quanti hanno “cercato di pianificare un dopo-Silvio” si sono ritrovati a “fare i conti con il dopo-se stessi”.
Più diplomatico de “Il Giornale”, invece, Maurizio Belpietro, che, dalle colonne di “Libero”, pur riconoscendo che Tremonti sia in rotta di collisione con il premier, invita, “fatti due conti”, a tenere stretto “l’odiato Giulio”.
Il consiglio, per Berlusconi, è di “prendere un alka-Seltzer per digerirlo” e riallacciare i rapporti interrotti a causa delle divergenze sul decreto milleproroghe che, d’altronde, “non sposta voti”.

Come è normale che sia, si potrebbe aggiungere, in un Paese dove si discute di tutto, dalle legittime posizioni di uno Stato sovrano alle puttane travestite da escort di chi vorrebbe dare lezione di moralità, meno che dei problemi e delle questioni politiche reali.

Questa sera, intanto, Tremonti e Bossi, accompagnato dallo stato maggiore del Carroccio, si incontreranno in occasione della consueta cena di Calalzo di Cadere, puntualmente offerta dal ministro dell’Economia, alla vigilia dell’Epifania, nel suo albergo “Ferrovia”.
Anche Berlusconi, intervenuto in serata spiegando che “i dissidi interni alla maggioranza sono totalmente inventati” (“nessun problema con Fini, dichiarazioni inventate”, diceva a gennaio dello scorso anno sempre il premier), ha ricevuto l’invito alla “cena degli ossi”.
E la sua presenza, fino a ieri esclusa, potrebbe domani assumere un valore politico importante.
Per il momento, intervistato da “Studio Aperto”, si è limitato a prendere tempo, riproponendo la formula del “sono chiacchere al vento”.

Mattia Nesti

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