Yara Gambirasio: ascoltati 300 sensitivi e medium, “E’ viva”


Non si tratta del primo tentativo di indagare da parte di medium e sensitivi: già con Sarah Scazzi c’era una persona che aveva visto la morte della piccola, a qualche settimana dall’effettiva scoperta.

Per Yara Gambirasio, ginnasta tredicenne sparita nel nulla il 26 novembre scorso a Brembate di Sopra, Bergamo, i carabinieri hanno risposto alle telefonate di 300 sensitivi, o poco più.

Vi era chi consigliava determinate piste da seguire o chi vedeva, ancora una volta, l’esatto epilogo della vicenda.

Se i genitori sperano, come affermato durante l’unico appello lanciato in televisione e ai giornalisti, che la figlia sia viva, c’è da dire che la maggior parte dei medium sostiene che Yara sia ben lontana dall’essere segregata in qualche trappola buia.

Un mese fa la polizia postale di Genova aveva intercettato, a tal proposito, una lettera scritta da una sensitiva e indirizzata alla madre di Yara. Senza un mittente o un nome specifico, il destinatario era indicato con il nome Madre di Yara, e anche l’indirizzo mancava: semplicemente, Brembate di Sopra.

La sedicente maga scriveva che la tredicenne era in un casolare, in compagnia di altre ragazze.

Un investigatore di Bergamo ha dichiarato: “Sono stati in tutto 300, tra sensitivi e sensitive, ad aver contattato negli ultimi 39 giorni i carabinieri e la polizia di Bergamo per dare indicazioni sul caso di Yara, ma nessuno, finora, ha dato informazioni utili”.

Per ora non è esclusa alcuna ipotesi, ecco perché non si dà precisa affidabilità alle parole dei medium, ma i carabinieri, quantomeno, ascoltano le telefonate giunte.

A Brembate di Sopra, inoltre, è arrivata anche Maria Rosa Busi, bresciana, che nel 2005 aiutò a ritrovare la giovane Chiara Bariffi nel lago di Como. Come altri medium, anche la Busi vede Yara viva, in compagnia di altre persone.

Proprio per la mancanza totale di indicazioni e indizi sulla ragazzina, anche la testimonianza di Enrico Tironi, il vicino che sosteneva di averla vista in compagnia di due uomini, quel 26 novembre, è presa in considerazione: inizialmente archiviato come mitomane, il diciannovenne potrebbe essere, ad oggi, l’unico testimone di un sequestro di persona.

Carmine Della Pia