Yara, si cercano indizi nel diario della ragazza

Nel diario di Yara Gambirasio gli inquirenti non troveranno nulla di rilevante. Lo afferma, in un’intervista rilasciata a News Mediaset, la madre della ragazza scomparsa dal 26 novembre: «Ci sono appiccicate le figurine con i personaggi di Diddle e le caramelle che mangia -, spiega Maura Gambirasio -. Ad oggi ci sono tantissime segnalazioni -, continua la donna – ma niente di importante, purtroppo. Gli investigatori non vogliono escludere niente e quindi danno la stessa importanza a tutte le piste da seguire».

Intanto sarà ascoltato per la quinta volta il vicino di casa di Yara, Enrico Tironi. Due giorni dopo la scomparsa della ragazza, il giovane raccontò di averla vista parlare con due uomini proprio il 26 novembre. Non si conoscono, per ora, i motivi della nuova convocazione. In un primo tempo, gli investigatori avevano giudicato inattendibile quanto dichiarato da Tironi: il giovane era stato denunciato per procurato allarme e falso ideologico. Nell’ultimo mese, invece, il suo racconto è diventato attendibile e una parte delle indagini si è orientata verso la verifica della sua storia. Ai microfoni del Tg5 il ragazzo di 19 anni ha dichiarato: «Stavo tornando con la macchina, non mi sono fermato, ma ho visto Yara con due uomini e mi sembrava tranquilla, anche se oggi non riuscirei a riconoscere le persone con cui stava -. Enrico ha poi concluso:- Sono stato fuori per Capodanno, ma un po’ ci penso a Yara. Come del resto fanno tutti».

Nella mattinata di lunedì 3 gennaio le ricerche della ragazza sono riprese: il gruppo dei Carabinieri e dei volontari della Protezione civile di Vigolo è operativo a Gromlongo, frazione di Palazzago; la Polizia e la Guardia Forestale, invece, sono attivi a Zogno, nelle frazioni di Somendenna e Rigosa. Inoltre, i dati di Yara sono stati trasmessi all’Interpol per non lasciare nulla di intentato. Infine, si è conclusa la prima fase degli accertamenti sui tabulati telefonici: gli inquirenti hanno effettuato una scrematura delle 15mila utenze telefoniche connesse alle celle di Brembate Sopra e Mapello, nell’arco temporale compreso fra le 17 e le 20 di quel venerdì sera, giorno della scomparsa di Yara. Per il resto del lavoro ci vorrà ancora una ventina di giorni. Una volta risaliti agli intestatari delle tessere Sim, gli investigatori potranno valutare l’eventuale presenza di persone sospette e individuare così possibili nuove piste da seguire.

Maria Elena Tanca