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Tagli di Tremonti: Giustizia a rischio paralisi

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La magistratura sotto scacco di Tremonti. I tagli imposti dal Ministero dell’Economia, infatti, rischiano di paralizzare totalmente la giustizia. A denunciarlo è il presidente dell’Anm Luca Palamara che parla del blocco informatico causato dai tagli del Ministro: se nel 2009 i soldi destinati all’informatica sono stati 80 milioni di euro, nel 2010 la cifra è scesa a 27,9.

Senza un provvedimento immediato di ripristino della assistenza informatica – denuncia il segretario di Magistratura Democratica Piergiorgio Morosini – (subiremo) danni irreparabili alle indagini, ai rapporti tra polizia e procure e ai processi civili.” Sempre secondo il segretario di Md la politica di Tremonti renderà impossibile la ragionevole durata dei processi: “A pagare – prosegue – saranno i cittadini. Senza rimedi urgenti sarebbe un fallimento per il Paese.

E sul blocco  dei fondi destinati alla manutenzione e all’assistenza del sistema informatico giudiziario esplode di nuovo la polemica tra Via Arenula e Governo. Nonostante Alfano abbia accusato Tremonti di non aver risposto alle sue richieste d’aiuto, il segretario nazionale del sindacato dei magistrati Giuseppe Cascini accusa proprio il Ministro della Giustizia: “L’Anm ha da tempo indicato le soluzioni possibili per risparmiare tempo e denaro, ma non siamo stati ascoltati. Chi non vuole collaborare non è la magistratura ma il ministro della Giustizia.” Lo stesso Cascini spiega quali sono gli effetti che i tagli dell’Economia produrranno sul sistema Giustizia: “I registri informatici, ossia quelli dove si iscrivono le cause a ruolo e le notizie di reato, senza fondi per l’informatica, dovrebbero essere sostituiti con i registri cartacei. Sarebbe un tornare indietro di 40 anni, peraltro senza avere il personale sufficiente per fare un lavoro del genere, perchè per fare il lavoro di una macchina (che necessita di un solo assistente informatico) ci vorrebbero almeno 10 persone.” Cosa attualmente irrealizzabile dato che, sempre secondo il segretario dell’Anm, non esistono progetti per riformare il personale.

Sulla questione si è espresso anche Luigi Birritteri, capo dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del ministero della giustizia che, in un’intervista al Gr1, ha ammesso l’assenza di fondi per onorare il contratto con le aziende che si occupano di gestione e manutenzione dei servizi informatici degli uffici giudiziari. All’appello mancherebbero 33 milioni di euro. Nonostante però il dato riconosciuto, Birritteri cerca di minimizzare l’allarme lanciato dai magistrati: in realtà non ci sarebbe “un rischio di paralisi perché quella che si è interrotta è semplicemente l’assistenza. Non si è certamente rotto il servizio in quanto tale.

Cascini, invece, resta sul piede di guerra: “Non solo non ci sono fondi per l’innovazione tecnologica, ma vengono tagliate anche le poche risorse indispensabili per mantenere in vita quel minimo di progetti informatici, realizzati a macchia di leopardo in alcuni uffici giudiziari solo grazie all’impegno dei magistrati, del personale amministrativo e dell’avvocatura”. Sulla stessa scia le parole di Morosini, che si rivolge al Governo: “Magistratura Democratica è pronta ad una forte mobilitazione con forme di protesta anche clamorose.

Cristiano Marti

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