L’allarme delle uove alla diossina varca i confini tedeschi

L’allarme per le uova contaminate dalla diossina si accende anche fuori dai confini tedeschi. Le autorità hanno infatti sapere che un carico di uova probabilmente contaminato è stato esportato nei Paesi Bassi a dicembre. E intanto ormai in tutta la Germania sono 16 le regioni coinvolte.

Circa 136mila hanno raggiunto l’Olanda, ma secondo le autorità sarebbero facilmente rintracciabili nei circuti commerciali. Intanto continuano i controlli a tappeto sulle ditte produttrici di mangime. All’origine della contaminazione -il cui caso è scoppiato il 28 dicembre– ci sono circa 3mila tonnellate di grasso per mangimi contaminato dala diossina, che sono state consegnate a una ventina di produttori e a sua volta vendute agli allevatori. Gli esperti della Federazione degli Agricoltori tedeschi (Dbv) sono risaliti al fornitore per mangimi per animali: Harles & Jentzsch, una ditta di Uetersen nel nord del Paese, che avrebbe a sua volta importato l’acido grasso contaminato dalla diossina da un commerciante olandese che si era rifornito anche lui da un produttore tedesco di biodiesel situato a Emden.

Le autorità tedesche hanno deciso il ritiro dal mercato dei prodotti a rischio. “Ci stiamo occupando di questo caso in modo molto serio – ha detto Isle Aigner, ministro dell’Agricoltura e della Tutela dei Consumatori– i consumatori e gli agricoltori colpiti hanno bisogno urgentemente di informazioni chiare. È importante che il mangime contaminato sia richiamato immediatamente dal mercato, così come tutti i prodotti alimentari sugli scaffali”. Le associazioni dei consumatori chiedono maggiori controlli nel settore alimentare, mentre cresce la preoccupazione tra i cittadini. Il comitato Ue per la salute animale e la sicurezza della catena alimentare si occuperà della questione in una riunione del 10 e 11 gennaio che si terrà a Bruxelles.

Annastella Palasciano