Berlusconi: Tremonti va a sbattere. Bossi preoccupato

“E’ come vivere in un videogame, compare un mostro, lo combatti, lo vinci, ti rilassi e subito spunta un altro mostro più forte del primo […] Si dice che va tutto bene, ma ne siamo proprio sicuri?”
Così il ministro del Tesoro Giulio Tremonti è intervenuto, a proposito della situazione economica europea ed internazionale, al convegno “Nuovo mondo, nuovo capitalismo”.
Un ottima metafora il videogame; utile anche a comprendere lo stato d’animo del premier Silvio Berlusconi, reduce dal vittorioso duello parlamentare con Gianfranco Fini e già impegnato ad affrontare i nuovi “mostri”: i diktat della Lega sul federalismo e l’autonomia politica del ministro delle Finanze.

La pubblica ammissione di Tremonti relativa all’imprevedibilità della crisi (legata peraltro a carenze strutturali del sistema economico nel suo complesso) risultano evidentemente incompatibili con l’ottimismo del premier, sbandierato come arma psicologica più importante per l’uscita dalla depressione ancora nella conferenza stampa di fine anno.
Il Presidente del Consiglio, inoltre, sarebbe preoccupato dalle ripercussioni sulla politica del Governo delle parole del ministro, forse intenzionato a chiudere i rubinetti delle risorse per le riforme in agenda.

“Se è stato un modo per farmi capire che non aprirà le casse per reperire i fondi necessari alle riforme che gli ho chiesto, – avrebbe detto il premier ai fedelissimi del PdL –  stavolta si sbaglia e va a sbattere“.
La tensione dentro la maggioranza, come alcuni giorni fa preannunciava “Il Giornale” con quel “Tremonti non fare il Fini”, è di nuovo alle stelle.

E se Roberto Calderoli, intervistato sulle colonne di “Libero”, liquida come “caz-za-te”, le voci sulle tensioni fra il Cavaliere e il ministro e l’intenzione della Lega di costruire sul lungo periodo una nuova alleanza con Tremonti premier,  Umberto Bossi sarebbe in realtà preoccupato dai risvolti di questa nuova telenovela interna al PdL.
Se il nuovo fronte Berlusconi – Tremonti mettesse in discussione la tenuta del Governo, infatti, rischierebbe di saltare anche l’approvazione del federalismo fiscale a fine mese: una capitolazione che Bossi, indossate le vesti di paciere, vuole assolutamente evitare.

Mattia Nesti