Algeria, tre morti negli scontri tra giovani manifestanti e forze dell’ordine

Tre persone sono morte e almeno 150 sono rimaste ferite in Algeria nei violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Da tre giorni la popolazione è scesa in piazza per gridare la sua protesta contro il rincaro dei prezzi alimentari e la scarsità degli alloggi.

La violenza è esplosa sopratutto nella capitale Algeri, teatro fino a tarda notte di una violenza guerriglia tra i giovani e l’esercito che presiede la città con i mezzi blindati anti sommossa. I giovani si sono scagliati contro le forze dell’ordine a colpi di pietre, bottiglie e fumogeni, mentre queste rispondevano lanciando lacrimogeni.  Edifici pubblici, fabbriche, negozi e uffici postali sono stati distrutti dai manifestanti. E le violenze non interessano soltanto la capitale, anche  altre grandi città del paese come  Orano, Tipaza, Djelfa, Ouargla, Blida, Annaba e Costantina sono state prese di mira.

A far scoppiare la protesta è stato il rincaro dei prezzi dei prodotti di largo consumo, che ha esasperato  la popolazione algerina già afflitta dall’altissimo tasso di disoccupazione. Nonostante il governo abbia annunciato che ritirerà la tassa introdotta sui prodotti alimentari di largo consumo, riportando i prezzi al livello del passato, l’annuncio non è bastato per placare gli animi della popolazione.  In una situazione così tesa, sono state sospese anche tutte le partite del campionato di calcio previste tra venerdì e sabato.

Le violenze scoppiate in Algeria hanno destato la preoccupazione dell’Unione Europea che ha emesso un comunicato per “deplorare l’uso della violenza e la perdita di vite umane” e per chiedere “di non fare ricorso all’uso della forza e di rispettare le libertà fondamentali”.  L’Unione Europa ha espresso la sua preoccupazione anche per l’analoga situazione di tensione e violenza che sta attraversando la vicina Tunisia. Qui la rabbia dei giovani disoccupati contro il governo del presidente Zin el-Abidin Ben è scoppiata dopo la morte di un venditore ambulante che si è dato alle fiamme perché la polizia gli aveva sequestrato la merce.

Annastella Palasciano