Di Pietro ricorda Beppe Alfano, giornalista ammazzato dalla mafia

Da Barcellona Pozzo Di Gotto, in Sicilia, dove si è recato per ricordare Beppe Alfano, giornalista ammazzato dalla mafia, il leader dell’Idv Antonio Di Pietro torna ad attaccare il Governo, sottolineando ancora una volta il legame esistente oggi tra mafia e politica.
Dalle righe del suo blog, l’ex pm si chiede: “Perché tutto questo è accaduto?”. “Perché segmenti delle istituzioni, pezzi dello Stato hanno colluso con la mafia – spiega – Siccome non voglio apparire come quello che parla senza citare fatti e circostanze, leggetevi la sentenza Andreotti: sette volte presidente del Consiglio, è stato prescritto per mafia. Leggete cosa dice il figlio di Vito Ciancimino, sindaco di Palermo e uomo mafioso. Studiate la storia di Salvo Lima, questa era la mafia di allora, quella che trattava con lo Stato”.

“La domanda è: ma oggi lo Stato tratta ancora con la mafia? Oggi è peggio – incalza Di Pietro – non ha più bisogno di contrattare con essa perché sta dentro lo Stato. Dell’Utri è stato condannato in appello per fatti di mafia. La Commissione Antimafia, i magistrati, stanno cercando di capire perché, ad un certo punto, invece di ammazzare, l’organizzazione mafiosa ha preferito votare uomini politici che facessero i suoi interessi”.

“Ecco, per il rispetto che dobbiamo a Beppe Alfano, a Mattarella e a tanti altri, noi dobbiamo denunciare questi fatti e non abbassare mai la guardia.
Beppe Alfano – ricorda il numero uno dell’Italia dei Valori – aveva un torto, abitava in un posto, qui vicino, e di fronte a lui abitava Santapaola e a 50 metri Cattaneo. Quindi da cittadino, prima ancora che da giornalista, si era reso conto di chi erano questi personaggi e di cosa facevano. Non è stato zitto, coma invece fanno tanti, ma ha cercato di denunciarli alla magistratura e all’opinione pubblica. Purtroppo sappiamo la fine che ha fatto”.
“Noi, in suo ricordo, vogliamo impegnarci affinché venga riscritta la pagina di verità, quella delle contiguità fra mafia e politica e, soprattutto, venga impedito che la criminalità si appropri della politica e continui a farsi gli affari suoi. Perché oggi la mafia – conclude l’ex pm – non è più solo qui a Barcellona Pozzo di Gotto; quella che comanda è soprattutto nelle piazze finanziarie, nei mercati, nelle tante Milano sparse in Italia e nel mondo. Per questo rinnoviamo il nostro impegno a contrastare questa piaga”.

Raffaele Emiliano