Lotta al fumo: quest’anno vendute meno sigarette

Fascino bohemiene, tentazione adolescenziale, compagna del caffè, rituale post amplesso, vizio, malattia, morte. C’è anche chi, come i Baustelle con il pezzo Reclame, anni fa ci ha fatto su una canzone.

Sono tanti i pensieri che possono essere legati al fumo, ma da anni si cerca perlopiù – fin dagli avvertimenti stampati sui pacchetti – di combatterlo senza fronzoli, nella speranza che si possa estirpare una piaga che causa ogni anno milioni di morti.

Si è iniziato con la sensibilizzazione e le pubblicità progresso per poi passare alle leggi che ne limitassero le occasioni, almeno in luoghi pubblici e chiusi, per esperire quelle che per molti non è solo un’abitudine, ma qualcosa di più. Nel bene o nel male.

Adesso, stando ai dati forniti dal ministero della Salute, in Italia, nell’ultimo anno, si è registrato un calo nelle vendite di sigarette: per l’esattezza i tabaccai avrebbero visto scendere gli acquisti del 2,2%, una percentuale pari a centosei milioni di pacchetti e anche più. Da un punto di vista demografico, a subire il fascino del fumo sono ancora le persone che vanno dai venticinque ai trentaquattro anni,  ovvero la fascia che dai sociologi e dagli analisti del mercato è identificata come quella dei “giovani – adulti”. In questo caso specifico, il numero dei fumatori, negli ultimi dodici mesi, è aumentato.

Per quanto riguarda il dato complessivo, in Italia fuma il 23% della popolazione.

Nella foto: una scena del film Coffee and cigarettes di Jim Jarmusch.

S. O.