Unicef, ad Haiti adozioni illegali di bambini

I bambini haitiani sono oggetto di traffici con l’estero, probabilmente destinati alle adozioni illegali. La denuncia è fatta dall’Unicef Italia che, alla vigilia del primo anniversario del terribile sisma (avvenuto il 12 gennaio 2010), fa il punto sulla drammatica condizione dell’infanzia nel Paese in un contesto generale in cui è ancora pienissima emergenza. La situazione del Paese è fotografata dal rapporto ”Bambini di Haiti. Un anno dopo – La lunga strada dall’emergenza alla ricostruzione”.

Contro il traffico di bambini (di cui è difficile fare stime attendibili), “Haiti – dice il direttore dell’Unicef Italia Roberto Salvan – ha costituito una forza di polizia ad hoc che controlla le frontiere. Sono state intercettate alcune migliaia di bambini perché sospettati di essere trafficati. In particolare, solo nel mese di settembre scorso, al confine con la Repubblica Domenicana, 1.800 bambini sono stati fermati e sottoposti a verifiche. Di questi, 15 sono poi stati portati in strutture protette perché quasi certamente erano stati prelevati illecitamente. Sempre nello stesso mese, un altro migliaio di altri casi sospetti sono stati individuati all’aeroporto, 6 sono stati poi accolti nella protezione. Questi 21 casi hanno bisogno di ulteriori accertamenti”, ma il fenomeno esiste e alimenta le adozioni illegali.

“Ad Haiti – continua Salvan – la situazione resta drammatica come lo era anche prima del sisma. Basti ricordare che ci sono 200 mila bambini disabili; 13-14 mila sono costretti a lavorare; 3-4 mila vivono per strada. Ci sono poi i bambini che sfuggono alle statistiche: solo il 71% dei neonati ha un certificato di nascita ma di questi solo il 10% è poi registrato all’anagrafe. E poi ci sono le morti, decine di migliaia prima di arrivare al primo anno di vita”.

Si tratta di situazioni che il terremoto “ha amplificato”. A distanza di un anno, si legge, i bambini di Haiti non si sono ancora ripresi da quella che resta la catastrofe singola più ampia che abbia mai colpito un paese nel corso degli ultimi secoli. Oltre 220.000 persone sono morte, un numero imprecisato di famiglie è stato distrutto con effetti diretti su 750.000 bambini. Delle 220 mila le vittime del sisma, il 35-40% aveva meno di 18 anni; del milione di haitiani nelle tendopoli, 400 mila sono bambini. E al momento sono ferme le adozioni; un fatto comunque positivo per l’Unicef per il quale prima di avviare le procedure è opportuno che si insedi un governo e firmi la Convenzione dell’Aja.

L’Unicef Italia ha raccolto 8 milioni di euro mentre l’intera Unicef 309 milioni di dollari; 186 milioni sono già stati spesi. Fra le azioni dell’Unicef, la realizzazione di 370 spazi per quasi 95 mila bambini dove possono giocano ed essere protetti. Ha procurato materiali e tende per far tornare a scuola 720 mila bambini. Ma più della metà dei bambini ad Haiti non frequenta la scuola.

Adriana Ruggeri