Apple Mac Store: aperto e craccato

Gennaio 2011. A pochi giorni dall’apertura del nuovo marketplace della casa di Cupertino, dedicato ai sistemi Mac OS è successo l’inverosimile

Si tratterebbe di una violazione. In gergo tecnico il sito che da poco rilascia le famose apps pare infatti sia stato craccato, ossia raggirato da alcuni utenti esperti che sono riusciti ad evaderne la sicurezza. Come detto in un articolo di pochi giorni fa Apple ha scelto di affiancare alle apps dedicate all’Iphone e all’IPad, una serie di applicazioni che possano essere utilizzate anche sui sistemi laptop e desktop.

Mentre per i sistemi portatili “I” le apps al momento disponibili sono arrivate a circa 250.000, il nuovo sito di vendita di applicativi conta circa 1000 apps all’appello. Fra queste applicazioni gratuite, altre a poco prezzo ed alcune decisamente più impegnative.

Per spiegare cosa parrebbe essere successo si può creare una metafora: si pensi ad un azienda che sta allestendo il suo palazzo, che nel caso simboleggia il sito. Questa società per portare avanti i lavori deve farlo per fasi successive tra loro; ad ogni fase la struttura diventa più definita, pulita e protetta. Poniamo il fatto che il palazzo abbia 1000 porte e che si voglia installarle al più presto in maniera definitiva. Si pensi anche che un domani tali porte non saranno utilizzate da tutti i settori della società e quindi ognuno di loro potrà avere chiavi che aprono solo le porte d’interesse specifico. Le porte in questa metafora sono le apps disponibili sul sito e le chiavi sono le licenze che validano gli stessi applicativi.

A questo punto per gestire nell’immediato il proplema di poter aprire tutte le porte già installate nel cantiere si usa una chiave master, ossia un passpartout. Si immagini per finire che per una svista al momento del rilascio del palazzo, si diano a tutti i gruppi dell’azienda le proprie chiavi ma si lascino nella bacheca all’ingresso le chiavi universali,  per errore.

Questo è quello che potrebbe essere successo al sito, ossia che alcuni utenti facendo copia e incolla delle licenze di apps gratuite, siano riusciti a eseguire il download e poi ad utilizzare qualsiasi apps a disposizione sulle pagine dello store.

Anche se questa ricostruzione metaforica è molto semplicistica e la realtà informatica è più complicata, ciò che è accaduto è all’incirca quello che si è spiegato sopra. Forse nulla di male, di solito gli hacker cambiano i siti o li fanno cadere, non si limitano a scaricarne il materiale e comunque anche questo avvenimento fa pubblicità al nuovo store e lo pone come “desiderata” anche di quegli utenti che hanno capacità informatiche superiori.

Le nuove apps per mac os saranno il nuovo cult apple?

I.T.