Grande Fratello 11: tentata aggressione armata, nuove entrate e la possibile “cacciata” di Pietro

Ieri sera, intorno alle venti, un uomo di 38 anni ha tentato di fare irruzione dentro la casa del Grande Fratello. Dopo aver cercato di convincere la guardia giurata che si trattasse di una new entry ha opposto strenua resistenza contro le forze dell’ordine che si sono viste costrette ad intervenire; gridava di lasciarlo entrare tentando, fino all’ultimo, di spacciarsi per un concorrente.

Il protagonista della vicenda aveva con sé un coltello ed un tirapugni, al momento non sono state rese pubbliche le motivazioni che il disoccupato avrebbe addotto al fine di motivare un gesto tanto assurdo. Oltre che essere stato denunciato per tentata violenza privata e porto abusivo di armi il romano è stato condotto dalla Guardia Medica, allertata dai carabinieri che hanno, immediatamente, ritenuto necessaria una consulenza sanitaria. E’ stata richiesta dai medici una perizia psichiatrica.

In undici anni di messa in onda questa è, probabilmente, la vicenda più rischiosa e violenta che ha colpito, soltanto di striscio senza alcun tipo di conseguenza, la casa di Cinecittà. Proprio alla vigilia di una diretta televisiva, quella prevista per stasera, che si preannuncia già bollente e carica di eventi. Infatti, oltre alla curiosità che gravita intorno ai sei ingressi previsti (sui quali rumors di ogni genere si sono sprecati) una grande fetta della puntata sarà sicuramente dedicata all’ennesima bestemmia pronunciata all’interno della Casa: questa volta il protagonista dell’atto poco elegante nonché offensivo per la comunità cattolica e, in generale, per una società civile, è il già discusso Pietro Titone.

Il Moige ha espressamente chiesto la testa del toscano al fine di contenere quest’inondazione straripante di atti offensivi verso la comune morale. Tutto lecito e sensato ma una semplice domanda forse va posta. Quando e dove si può segnalare il confine tra il tollerabile e il deprecabile, sempre attenendosi a ciò che sarebbe da considerarsi offensivo per la morale comune?
Perché, a questo punto, qualcuno potrebbe ritenere intollerabili determinati comportamenti che nelle azioni, ancor più che nelle parole, offendono non solo la morale cattolica bensì un esercito ancor più nutrito di persone ovvero coloro i quali hanno un briciolo di buongusto.

Valeria Panzeri