Morte Zefi: i figli vanno a vivere con i nonni

Non vivono più insieme da sabato i figli di Francesco Quinci, l’artigiano di 35 anni accusato di aver ucciso e nascosto il cadavere della moglie, Rajmonda Zefi, albanese. Un provvedimento del tribunale dei minori di Firenze ha stabilito che il figlio più grande della coppia, un bambino di 8 anni, sia affidato ai nonni paterni. La bimba, di soli 3 anni, andrà invece a vivere con la nonna materna, madre della vittima. La decisione è stata presa dopo che la Procura di Lucca ha disposto il fermo in carcere di Quinci. Una soluzione che l’avvocato dei familiari di Rajmonda, Riccardo Carloni, ha definito solo provvisoria. Già prima della scomparsa della madre, comunque, i piccoli si trovavano da parenti della coppia per alcuni giorni di vacanza.

Intanto proseguono le indagini sulla morte della donna. Solo l’autopsia, fissata per oggi, sarà in grado di chiarire se Rajmonda è stata davvero uccisa dal marito o se la morte è stata l’epilogo non voluto di una lite fra coniugi. Alcuni parenti della vittima affermano che da tempo l’atmosfera in casa non era serena: la ragazza aveva più volte dichiarato di avere paura del marito. Il legale di Quinci, Francesco Antongiovanni, porta avanti invece la tesi dell’incidente: Rajmonda Zefi sarebbe caduta dalle scale durante un litigio. Una ricostruzione, questa, che non convince gli inquirenti.

Al momento Quinci è indagato dalla Procura di Lucca per omicidio volontario e occultamento di cadavere e si trova in stato di fermo nel carcere di San Giorgio, dove oggi è in programma l’udienza di convalida.

m.e.t.