Renzi e Zaia, amministratori da pole position

Lontano dai palazzi capitolini c’è una politica che deve fare i conti con i problemi di ogni giorno. C’è una selva di ordinanze, segnalazioni, proposte paracadutate sui tavoli degli amministratori locali alle prese con un territorio da governare.

E’ a loro che guarda il sondaggio commissionato da Il Sole 24 ore alla Ipr Marketing, per cercare di comprendere quali possano essere i criteri in base ai quali i cittadini decidono di accordare la loro fiducia ai politici di casa loro e scelgono di preferirne uno anzicché un altro.

Ne è venuta fuori una fotografia sostanzialmente prevedibile, che sancisce il “trionfo” di politici che sono riusciti a vincere i confini dei territori in cui operano e a conquistare una risonanza nazionale o comunque extraregionale. E’ il caso di Matteo Renzi, giovane sindaco di Firenze, incoronato dal sondaggio primo cittadino più amato d’Italia che, al di là delle decisioni che riguardano specificatamente la città dei Gigli, si è imposto a livello nazionale come il “rottamatore” del Pd.

Lo segue il meno giovane sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che – con le sue posizioni spesso critiche all’interno del Pd – ha più volte sollecitato animate discussioni tra i dirigenti del partito. Un amministratore, insomma, che ha dimostrato di saper volgere lo sguardo al di là della Mole e che è stato, per questo, più volte invitato dalla nomenclatura democratica a congedarsi da Torino per raggiungere la più calda Capitale.

A contendersi il terzo posto sono, invece, il sindaco di Verona, Falvio Tosi, leghista doc con ottime capacità relazionali (è riuscito a conquistarsi la stima di molti avversari politici, che gli riconoscono il merito di saper coniugare il pragmatismo alla rettitudine) e il primo cittadino di Salerno, Vincenzo De Luca. A lui i cittadini hanno riconosciuto la capacità di aver saputo gestire in modo efficace l’emergenza rifiuti che, contrariamente a quanto accaduto a Napoli, non ha compromesso in modo irreversibile la vivibilità del territorio.

E le grandi città? Il piazzamento dei loro amministratori nel sondaggio commissionato da Il Sole 24 Ore è deludente: sia il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che quello di Milano, Letizia Moratti, si posizionano infatti al 73° posto, denunciando lo scarso gradimento dei cittadini nei confronti delle politiche da loro avviate.

A guadagnare il primo gradino del podio nella classica dei governatori è, invece, Luca Zaia, l’ex ministro leghista delle Politiche agricole, che ha abbandonato provole e salami per amministrare il Veneto. Una scelta che – stando ai dati raccolti dall’Ipr Marketing – è stata ampiamente premiata dai veneti che lo hanno votato con il 63% delle preferenze. Al secondo posto staziona Enrico Rossi, apprezzato governatore della Toscana che è riuscito a chiudere in pareggio il bilancio per l’assistenza sanitaria, conquistandosi la stima dei corregionali che lo hanno premiato col il 60% dei voti.

Medaglia di bronzo, infine, per Giuseppe Scopelliti, presidente della Regione Calabria successo ad Agazio Loiero nel marzo del 2010. Lo ha votato il 59% dei calabresi che, evidentemente, ha scelto di tenere in scarsa considerazione i problemi giudiziari del governatore, stimando la sua capacità d’azione più importante di certe “beghe” processuali.

Menzione a parte merita, infine, Nichi Vendola, il carismatico governatore della Puglia che nell’indagine Ipr Marketing-Il Sole 24 Ore guadagna solo l’undicesimo posto. Un risultato deludente per un amministratore innovativo che sta tentando di scardinare paradigmi politici ventennali per aprire una nuova fase politica. A livello territoriale e nazionale.

Maria Saporito