Sarah: difensori Sabrina potranno interrogare Michele Misseri? Forse sì, forse no

Le indagini sul delitto di Sarah Scazzi, atte a capire realmente come sono andati i fatti, non sono ancora finite.

Nonostante venga oscurata, da più di quaranta giorni, a livello mediatico dalla vicenda che vede come triste protagonista la tredicenne di Brembate di Sopra (Bg), Yara Gambirasio, la tragedia di Avetrana rimane comunque al centro delle attenzione dei magistrati di Taranto.

La domanda è sempre la stessa: che ruolo hanno avuto nell’uccisione della bionda quindicenne, Sabrina e Michele Misseri, rispettivamente cugina e zio della vittima?

Risale a poche ore fa la notizia di una situazione che sfiora il grottesco e che ha riguardato i difensori di Sabrina, ritenuta presunta complice del padre ma che, fin dal momento in cui è stata messa sotto inchiesta, si è sempre dichiarata estranea ai fatti.

Gli avvocati della ragazza hanno in un primo momento ricevuto dal gip di Taranto l’autorizzazione a sottoporre a interrogatorio Michele Misseri, con lo scopo di far emergere quegli elementi che scagionerebbero la propria assistita, dimostrando cioè che le parole dell’uomo siano solo frutto della volontà di scaricare sulla figlia parte delle proprie responsabilità nell’omicidio, per poi scoprire successivamente che qualsiasi dichiarazione rilasciata dallo zio di Sarah è secretata.

Andando avanti nel loro lavoro, gli avvocati di Sabrina Misseri si potrebbero imbattere in una situazione surreale: porre delle domande al presunto omicida, ma non poter ricevere alcuna risposta, senza rischiare di andare sotto processo per diffusione di informazione, come detto sopra, segrete.

In questo delitto che a tratti è parso dondolare tra il reality e la fiction, mancava appunto un particolare da commedia dell’equivoco.

Nella foto: a sinistra Sabrina Misseri, a destra, il padre Michele.

S. O.