Cgil Umbria: “2011 anno più duro da inizio crisi, l’emergenza è il lavoro”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:59

Il 2011 sarà l’anno più duro dall’inizio della crisi e l’emergenza che lo caratterizzerà e che dovrà essere necessariamente collocata al primo posto tra le priorità di intervento di tutti gli attori sociali si chiama Lavoro. Nella tradizionale conferenza stampa di inizio anno, tenutasi ieri mattina, la Cgil dell’Umbria, una delle regioni maggiormente colpite dagli effetti della crisi economica, torna, appunto, ad evidenziare la gravità della situazione che sta attraversando il territorio in questione, con la cassa integrazione aumentata nel 2010 del 103% (rispetto ad un media nazionale del 35%), quella in deroga che pesa 2/3 del totale, 5mila posti di lavoro persi in un anno e con una previsione di crescita economica per il 2011 inferiore al punto percentuale. Una stima che non lascia intravedere possibilità di ripresa occupazionale.

“Ormai è evidente a tutti quanto sia pesante il quadro della situazione che dobbiamo fronteggiare,– ha affermato Mario Bravi, segretario generale della Cgil umbra – per questo riteniamo che ogni sforzo in questo 2011 vada concentrato sulla vera emergenza, che è appunto la salvaguardia del lavoro e dell’occupazione”. Il segretario generale, accompagnato dagli altri membri della segreteria, Gianfranco Fattorini, Serena Moriondo, Vasco Cajarelli, Lucia Rossi e Vincenzo Sgalla, ha quindi ribadito la proposta portata avanti dalla sua organizzazione: “Noi chiediamo alla Regione di trasformare la ‘Alleanza per lo Sviluppo dell’Umbria’ in ‘Alleanza per lo Sviluppo ed il Lavoro’. E non si tratta soltanto di aggiungere una parola, ma di mettere realmente al centro del’azione politica dell’ente e della concertazione con tutti gli attori sociali la questione centrale, che è appunto il lavoro”.

In questo quadro, ovviamente un ruolo centrale spetta alle imprese, “che non possono pensare di applicare anche in Umbria il cosiddetto modello Marchionne”, ovvero di impostare la competizione sulla contrazione dei diritti e dei salari di chi lavora. “Il fatto che la nostra Regione, con livelli salariali più bassi della media nazionale stia subendo in maniera pesante gli effetti della crisi – ha osservato Bravi – dimostra che dalla stessa non si esce abbassando il livello delle tutele e dei diritti, ma invece costringendo il sistema delle imprese a misurarsi su un nuovo modello di sviluppo basato su: formazione, innovazione e ricerca”.

Il segretario regionale della Cgil ha poi annunciato le iniziative che nei primi mesi dell’anno il sindacato metterà in campo a sostegno di questa battaglia in difesa del Lavoro e dei suoi diritti: il 7 febbraio a Perugia si terrà la prima iniziativa in Umbria con il nuovo segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nella quale verrà illustrata nel dettaglio la proposta di “Piano per il Lavoro per l’Umbria” che il sindacato chiede di mettere al centro dell’Alleanza regionale. Poi il sindacato darà vita a due iniziative di mobilitazione, due “Marce per il Lavoro”, una a Terni e una regionale ad Assisi. “Due momenti di mobilitazione – ha precisato Bravi – che vogliono essere aperti alla partecipazione e al contributo di tutti i soggetti sociali della regione e che hanno l’obiettivo di riportare al centro del dibattito pubblico il tema fondamentale del lavoro”.

La conferenza stampa di inizio anno è stata anche occasione per fare il punto sullo stato di salute del maggiore sindacato umbro che, nonostante il forte calo degli occupati nel 2010, ha registrato una sostanziale tenuta degli iscritti, confermati a quota 120mila. La Cgil avanza invece all’interno delle Rsu, dove nel corso 2010 si sono registrati importanti successi, in particolare tra i metalmeccanici, in edilizia e nell’Università.

Mauro Sedda

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