Come da programma, alle undici di mattina Valentino Rossi si è presentato nella sala stampa. Occhio stanco e sguardo serio, ha prima sciolto la tensione scherzando sull’orario troppo “mattiniero”, per poi iniziare con l’intervista e dare ufficialmente inizio al nuovo capitolo della sua carriera. Il rosso Ducati finalmente è stato indossato e Vale ora è un pilota della casa di Borgo Panigale a tutti gli effetti. Però la situazione si è fatta subito seria e preoccupante appena il discorso è andato a toccare il punto dolente della spalla destra infortunata: “Se devo essere onesto a questo punto del mese di gennaio mi aspettavo di stare meglioconfessa Rossi: “Il problema è che non ho ancora recuperato la mobilità e non riesco nemmeno a trovare la posizione corretta in carena. Le rotture dei tendini comportano tempi di recupero molto più lunghi. Nel mio caso si tratta di 5 o 6 mesi per poter tornare al 100%”.

Altro che presentarsi in forma ai test di Sepang, Valentino tornerà fisicamente a posto solo ad aprile/maggio, quando la nuova stagione del motomondiale sarà già iniziata ed avviata. Un forte handicap che fa capire l’entità dell’infortunio e le grandi difficoltà che il pilota dovrà affrontare nei prossimi mesi. Ora che il veto della Yamaha non c’è più, si possono finalmente sapere le sue impressioni riguardo al famoso test a Valencia: “La Desmosedici è veramente un prototipo. Totalmente differente dalle moto giapponesi, che sono più vicine a delle moto di serie fatte diventare delle Motogp. Va guidata in maniera completamente diversa. Sono certo che con la mia esperienza e con quella che ha la mia squadra con Jeremy Burgess potremo far diventare la Ducati una moto più adatta al mio stile di guida.” Una conferma dell’immane differenza che c’è tra i progetti giapponesi e quelli italiani. Due filosofie completamente differenti che creano difficoltà ai piloti, chiunque esso sia.

Grandi complimenti quindi devono essere fatti a Casey Stoner, l’unico (fino ad ora) ad essere riuscito a domare la Desmosedici rendendola una moto vincente. Tifosi e giornalisti sperano in un inizio della nuova avventura in stile Welkom 2004, ma Rossi mette le mani avanti: “Arrivare con la Ducati alla prima gara dell’anno sarà comunque un’emozione grandissima. La gara è un’altra cosa rispetto ai test, quello di cui sono certo è il fatto di essere arrivato alla Ducati certamente per vincere, ma per farlo devo essere sicuro della mia condizione fisica. Abbiamo ancora da lavorare. Messa a punto incompleta e spalla che stenta a guarire. Un vero incubo che difficilmente ci darà Valentino competitivo nelle primissime gare della stagione. Infine, questo appuntamento speciale si chiude con la pubblicazione della nuove tute Ducati per la stagione 2011. Come promesso vi è una vera e proprio rottura col passato, data principalmente per motivi economici (la Marlboro non può più esporre il classico codice a barre).

Il risultato però non è esaltante, tutt’altro. La nuova grafica pare essere molto confusa, incapace di far sposare bene il rosso più acceso con il nero e giallo del VR46. La cosa migliora con la tuta di Hayden, ma erano molto meglio le colorazioni delle stagioni passate (la photogallery in alto parla da sola). Domani poi vedremo anche la nuova livrea della moto, sperando che la situazioni migliori almeno leggermente. La cosa fondamenta però è che il binomio Rossi-Ducati ora è pronto a regalarci uniche emozioni.

Riccardo Cangini