Omicidio Di Matteo, la madre: Dio non ha perdonato Satana, io non perdono loro

Era l’11 gennaio del 1996, esattamente quindici anni fa. Quel giovedì veniva ammazzato, nel modo più crudele possibile, Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito di mafia Santino.

La colpa del ragazzo, la cui vita terminò disciolta in una vasca piena d’acido dopo un sequestro durato settecentosettantanove giorni, fu quella di avere un padre che parlava troppo, uno di quelli che avevano voltato le spalle a Cosa Nostra.

Per quel crimine ignominioso furono incriminati diversi boss mafiosi, da Giovanni Brusca a Leoluca Bagarella, fino ad arrivare a quello Gaspare Spatuzza, di cui negli ultimi mesi si è parlato tanto e la cui collaborazione con la giustizia è stata spesso criticata, specialmente dopo che l’uomo ha fatto il nome di Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi come referenti politici nella trattativa tra Stato e mafia fino ai primi anni del duemila.

Oggi, con la ricorrenza del quindicesimo anniversario di quella barbarie, è tornata a parlare la madre del piccolo Giuseppe, Francesca Castellanese. Lei, il figlio lo ricorda dodicenne, infatti era ancora poco più di un bambino quando venne rapito, dopo essere stato tratto in inganno dagli uomini di Brusca che, vestiti in uniforme, lo invitarono a seguirli con la promessa di portarlo dal padre Santino; ma ciò che non dimenticherà mai è il dolore che la colpì con quella tragica scoperta e proprio per questo motivo, Francesca, non vuole sentir parlare di perdono: «Dio non ha perdonato Satana. Io non perdonerò loro».

Queste sono state le parole della madre di Giuseppe Di Matteo a chi le chiedeva se era giunto il momento di allontanare l’odio verso chi le ha strappato via il figlio.

S. O.