Yara: sentiti di nuovo Tironi e Abeni, quasi conclusa l’analisi delle utenze telefoniche

Ieri sera i Carabinieri hanno sentito per la quinta volta Enrico Tironi. Il ragazzo, 19 anni, vicino di casa di Yara, è l’unica persona ad aver dichiarato di aver visto la ginnasta tredicenne insieme con due uomini, la sera della sua scomparsa. Ma Tironi non è l’unico dei vicini ad essere stato risentito dalle forze dell’ordine. Sempre ieri, ma di mattina, è stata ascoltata per la terza volta Marina Abeni.

Il giorno della scomparsa della ragazza, verso le 18.30, la donna uscì per portare a spasso i cani. Si trovava in via Rampinelli, in direzione della casa di Yara, quando vide due uomini che camminavano a passo sostenuto, diretti verso il Palazzetto dello Sport. Secondo quanto ha raccontato, uno era alto, sul metro e ottanta, l’altro tarchiato, intorno al metro e settantacinque e indossava un berretto nero. Bianchi, sui 35-40 anni, parlavano italiano e portavano entrambi giacconi scuri. Quando la signora li incrociò, i suoi cani iniziarono ad abbaiare: volevano avventarsi su di loro, ma lei li trattenne.

Questa testimonianza sembra coincidere con quella di Tironi, ritenuto in un primo tempo inattendibile, e con quella di un terzo testimone, un’ex guardia giurata. Ma loro tre non sono gli unici a essere stati sentiti più di una volta: lo stesso è accaduto ad altri abitanti del quartiere e sono un centinaio, ormai, le persone ascoltate.

Intanto, ieri, pioggia e nebbia hanno costretto forze dell’ordine e volontari a ridurre le ricerche in provincia di Bergamo. Il lavoro delle squadre è proseguito ieri mattina sul colle della Maresana, tra Sorisole e Ponteranica, e nella zona del Monte Canto, tra Ambivere e Pontida. In alcuni casi, le cattive condizioni del tempo hanno obbligato a interrompere il lavoro, per l’impossibilità di perlustrare boschi e sentieri sotto la pioggia e con una visibilità ridotta. Le speranze di ritrovare la ragazza non sono, comunque, ancora morte: si cercano tracce, segni nel terreno, oggetti o qualsiasi altra cosa che possa essere utile alle indagini.

Un aiuto in questo senso dovrebbe arrivare a breve: sta, infatti, per concludersi l’analisi delle 15.000 utenze telefoniche risultate collegate con le celle di Brembate di Sopra, nelle ore a ridosso della scomparsa della ragazza. È stata fatta una prima scrematura e ora si stanno incrociando i dati, per capire se qualcuna delle utenze possa appartenere a pregiudicati o, comunque, a persone utili alle indagini.

Maria Elena Tanca