Berlusconi pressa sui “responsabili”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:32

C’è grande agitazione nei palazzi romani, dove – dal ritorno delle feste natalizie – i “negoziatori” sono in fervida attività. “Nessun dorma” sembra essere il leitmotiv che fa da sfondo alla ripartenza politica; più che un invito, un ordine, scandito da tutti i dirigenti che sperano di avere la meglio sui loro avversari.

In molti pensano che la nuova mappatura nazionale sarà tracciata dal più veloce tra loro, da colui cioè che saprà cogliere l’attimo prima degli altri e muoversi con agilità e prontezza tra i tanti “disorientati” che attendono di trovare rifugio in una nuova casa o, magari, sperano di poter permanere in modo più “confortevole” nella casa di appartenenza. L’apertura di Casini nei confronti del premier (“Voteremo sì alle proposte serie del governo” ha detto il centrista) pare non abbia convinto il Cavaliere. Berlusconi pensa, infatti, che Casini stia solo simulando una disponibilità disinteressata e che abbia piuttosto in mente di tenere costantemente sotto ricatto il governo, promettendo un appoggio che poi, nei fatti, venderà a caro prezzo.

L’ennesima “furbata” di Pierferdy, insomma, alla quale Berlusconi avrebbe deciso di rispondere con una contromossa. Nel corso del vertice convocato ieri sera a palazzo Grazioli (c’erano tutti i pidiellini che contano), il presidente del Consiglio avrebbe detto: “Casini fa solo finta di trattare con noi, in realtà resta legato a quello zombie di Fini. Quella del 14 dicembre non è stata una vittoria solo numerica ma politica. Ora però dobbiamo consolidarci”. Un’osservazione che ha assunto i caratteri dell’urgenza: quella di rendersi tempestivamente autosufficienti e “immunizzati” dai probabili capricci dei terzopolisti.

Il Cavaliere, in sintesi, vuole che il Pdl riesca ad attrarre a sé i tanti corpi vaganti nel Parlamento. Desidera, cioè, che la sua maggioranza si ricompatti nel minor tempo possibile in modo da evitare che il terzo polo della “premiata ditta” Casini-Rutelli-Fini possa rappresentare l’ago della bilancia in Aula o, ancor peggio, possa operare in modo da riconquistare le “grazie” di coloro che stanno pensando di abbandonarli. Per questo ha dato mandato ai suoi di continuare senza sosta con le trattative tese ad acquisire nuovi sostenitori in Parlamento e a velocizzare la costituzione di un nuovo gruppo alla Camera.

Si tratta del gruppo dei “responsabili“, che a Montecitorio dovrebbe essere capeggiato dall’ex finiano Silvano Moffa e che dovrebbe coinvolgere i tanti transfughi che, alla vigilia della votazione del 14 dicembre, decisero di cambiare casacca per votare la fiducia al governo. Secondo i calcoli fatti in casa Pdl, sarebbero già 19: una buona base di partenza su cui continuare a edificare la “depandance” che dovrebbe fare da stampella all’esecutivo.

Voci non confermate riferiscono che a ingrossare le fila dei nuovi “responsabili” potrebbero esserci anche alcuni esponenti dell’Mpa. Ferdinando Latteri e Aurelio Misiti sono già dati come acquisiti, ma si vocifera che altri due autonomisti stiano meditando sul da farsi. In disaccordo con il loro leader, Raffaele Lombardo, che ieri nel corso del faccia a faccia col Cavaliere avrebbe risposto “picche” alle lusinghe del premier, ribadendo la sua fedeltà al terzo polo o, come lo chiama lui, polo terzo.

Maria Saporito

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