Casini promuove l’intervista di Fini, aperture da Pdl e Lega

“Impeccabile, bella, precisa, chiara e limpida”: è ciò che pensa Pierferdinando Casini dell’intervista odierna di Gianfranco Fini a Repubblica. “A volte due persone incontrandosi migliorano”: una specie di “luna di miele”, quella fra Futuro e Libertà e Udc, come confermato anche dal numero due dei finiani, Italo Bocchino: “Siamo pronti per andare insieme alle amministrative, siamo pronti per una base programmatica comune”. Ostentando una certa sicurezza nel Terzo polo – strumentale o no. “Riusciremo a costruire la coalizione moderata di cui ha bisogno l’Italia, che invece assiste a troppo estremismo“.

Ma le belle parole, per l’ex leader di An, arrivano anche dal Pdl. In particolare, dal presidente del gruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, che apprezza i toni più distesi, rispetto al mese scorso:  “Mi sembra evidente che Fini ha
preso atto della sconfitta subita il 14 dicembre – spiega – e che l’intervista sia largamente influenzata da quella che precedentemente ha fatto Casini“.

“Governo paralizzato, paese fermo, ripresa economica lontana: l’analisi che oggi Gianfranco Fini ha affidato alla stampa – afferma il Pd Migliavacca – riprende e si avvicina all’analisi che il segretario del Pd fa ormai da tempo. Simile è anche la consapevolezza del rischio che il paese si troverebbe ad affrontare nel caso in cui si andasse ad elezioni anticipate a causa del fallimento di Berlusconi e della sua in capacità di governare”, prosegue.

“Bisogna rilevare, tuttavia che lo sbocco immaginato da Fini manca di consequenzialità, perché la soluzione non si può trovare coinvolgendo ancora una volta l’autore del disastro. E’ tempo – continua il dem – che ognuno si assuma la propria responsabilità. Immaginare di affrontare la crisi rivolgendosi ancora una volta a Berlusconi, nonostante il riconoscimento della sua incapacità ad affrontare i problemi veri del paese, è un’utopia”.

E Fini fa il pieno di elogi anche in casa leghista: secondo Reguzzoni, capogruppo alla Camera, “L’intervista è quella di un presidente della Camera di opposizione e non più di un capopopolo. E’ un passo in avanti positivo con aperture su provvedimenti importanti come il federalismo, che servono al paese e che costituiscono il centro dell’azione di governo della Lega“. Sottolineando, comunque, “opposizione”.

v.m.