Dalla Consulta via libera al referendum sul legittimo impedimento

La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum, proposto dal leader dell’Idv Antonio Di Pietro, che chiede l’abrogazione totale della contestata legge sul legittimo impedimento, che permette al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di congelare i processi a suo carico fino al prossimo ottobre.

Ora manca solo la decisione, attesa per domani, sulla costituzionalità della legge. Se i 15 giudici della Consulta accoglieranno i ricorsi del tribunale di Milano, davanti al quale il premier è imputato in tre processi, la legge sarà cancellata dall’ordinamento, rendendo inutile il referendum.

Nell’ipotesi in cui la Consulta dovesse invece ritenere costituzionale la legge, il referendum si dovrebbe tenere, come prevede la legge, in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno e sarà valido se andrà a votare la metà più uno degli elettori.

Ma c’è anche una terza ipotesi, quella in cui la Consulta faccia cadere solo una parte della legge. In tal caso, sarebbe l’ufficio centrale della Corte di Cassazione a decidere se il referendum si terrà o meno.

Intanto, il numero uno dell’Italia dei Valori, promotore del referendum, si dichiara soddisfatto e dichiara: ”A questo punto la resa dei conti con la giustizia per Silvio Berlusconi si avvicina, inesorabile, e così deve essere perché tutti sono uguali di fronte alla legge”.

”Ci sarà il referendum – esulta Di Pietro – che dirà che è immorale farsi le leggi per evitare i processi”. Di Pietro precisa che il referendum proposto dal suo partito si svolgerà comunque, anche se la Consulta dovesse ‘salvare’ qualche pezzo della legge. ”Il nostro referendum propone la bocciatura totale – sottolinea l’ex pm – anche del titolo. Quindi, se la Corte Costituzionale dovesse salvare anche una virgola, il referendum ci sarà”.
Raffaele Emiliano