Fiat, Berlusconi shock: “Se vince il no, giusto andarsene dall’Italia”. Camusso: “Meglio che se ne vada lui”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:44

A rendere ancor più incandescente la polemica politica e sindacale in merito al referendum tra gli operai di Mirafiori, ci ha pensato oggi il premier Silvio Berlusconi, che dalla Germania ha dichiarato: “Riteniamo positivo lo sviluppo che sta prendendo la vicenda con la possibilità di un accordo tra le forze sindacali e l’azienda.  Mi auguro che ci sia un esito positivo della vicenda”. “La direzione è quella di una maggiore flessibilità nel lavoro”, ha aggiunto il presidente del Consiglio, precisando tuttavia che nel caso in cui il referendum bocciasse l’intesa raggiunta “le imprese e gli imprenditori avrebbero buone motivazioni per spostarsi in altri Paesi”.

Parole, quelle pronunciate dal capo del Governo, che hanno suscitato la pronta e dura replica del leader della Cgil Susanna Camusso. “Non conosco nessun presidente del Consiglio di nessun Paese – ha tuonato la Camusso – che si augura che se ne vada il più grande gruppo automobilistico dal suo Paese”. “Non conosco – ha aggiunto la sindacalista – un presidente del Consiglio di nessun altro Paese che non pensi e non sappia che prima di tutto viene il lavoro per il suo Paese e le condizioni di cittadinanza dei suoi cittadini. Mi piacerebbe che non noi, organizzazioni sindacali, e non i lavoratori della Fiat, ma il mondo delle imprese e il mondo della politica dicesse a Berlusconi che se questa è la sua idea del Paese meglio che se ne vada”.

Raffaele Emiliano

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