Fini: “Serve un patto di salvezza nazionale”

Un patto di salvezza nazionale. Per tirare fuori dalle secche un Paese fermo e sfiduciato, è questa la ricetta per il paese descritta dal presidente della Camera Fini.
Per il bene dell’Italia, dice.
E rivolge la sua proposta a tutti: maggioranza e opposizione.
L’Italia è sul punto dell’asfissia e ha bisogno di convergenze tra maggioranza e opposizione. Una proposta da sottoporre a tutti, non solo al governo: al Pdl, alla lega e al Pd. Le elezioni ora sarebbero una prospettiva rischiosissima. Perché la situazione, rispetto al 14 dicembre, non è tanto cambiata.

Il perché di questo patto è da ricercarsi nel fatto che la ripresa economica è lontana. La metafora di Tremonti è stata felice: un videogame in cui se uccidi il mostro, ne compare subito un altro. Noi non riusciamo a innestare la marcia. E questo determina una sfiducia complessiva, non solo nel governo. Molti degli interventi del capo dello Stato – che io condivido e con il quale c’è sempre stata sintonia – hanno sottolineato proprio questo aspetto.

E Fli come si pone in questa situazione? Se si condivide questo approccio di sano realismo, allora ci possono essere convergenze per le forze di maggioranza e opposizione. Le opposizioni non si possono riparare dietro la logica del tanto peggio, tanto meglio. Sarebbe una logica sfascista. Così come per la maggioranza la logica dell’andiamo avanti, non c’è alternativa.

Rispondendo poi alle domande dei giornalisti sull’asse Fli-Udc Fini risponde: Se si votasse, staremmo insieme. Ci sarebbe una competizione con tre soggetti e non con due. Fli comunque farà un congresso a febbraio. Abbiamo un’idea del centrodestra diversa da Berlusconi e Bossi. Senso delle Istituzioni, dello Stato, dell’etica pubblica, della legalità. Fli si muoverà con la sua identità insieme all’Udc, all’Api, all’Mpa e ai Liberaldemocratici. E anche nel Pdl tanti condividono questi ragionamenti.

Dunque Fini torna a parlare apertamente dopo la sconfitta politica del 14 dicembre, giorno in cui il governo ottenne nuovamente la fiducia.
Un giorno che Fini considera una vera e propria sconfitta, le sue parole infatti sono: Ho preso atto di una sconfitta politica.
Le elezioni sono lontane anche per il leader di Fli, il Terzo Polo va un po’ a rilento e le alleanze non sono ancora ben definite. Il Pd ci sarà? O sceglierà l’asse Vendola-Di Pietro? L’Udc è davvero sicuro di non voler far parte di una maggioranza allargata?
In tutti questi dubbi andare al voto significherebbe una vittoria schiacciante per l’asse Pdl-Lega, più per i voti della Lega che dell’ex Pdl ora che ha deciso anche di cambiare nome.

Matteo Oliviero