Marra si supera: dopo la Arcuri il nuovo spot trash di Lele Mora

La recidiva, in diritto, relativamente a un reato è considerata un’aggravante. Nonostante sia avvocato, però, se ne frega il signor Alfonso Luigi Marra, che per pubblicizzare il suo ultimo libro Il labirinto femminile ricorre ad espedienti di volta in volta più deprecabili. Dopo lo spot che vedeva protagonista Manuela Arcuri, definito dal critico televisivo Aldo Grasso “un capolavoro assoluto e impossibile di bellezza e inespressività,  un esempio involontario di kitsch, di camp e di trash”, la campagna promozionale del libro non si arresta e anzi, si arricchisce di un altro un gioiello di pacchianeria. Protagonista dello spot, stavolta, è il super-agente Lele Mora.

Altri trenta secondi di agonia del buon gusto, in cui Lele Mora – vestito come si addice allo spot – scimmiotta la strega cattiva davanti allo specchio e promuove il libro che – stando alle parole della Arcuri nel precedente spot – avrebbe l’ingrato compito di “liberare la coppia e la società dallo strategismo sentimentale che le tormenta”. Le musiche ancora una volta sono pseudo-horror e la terribile copertina del libro (su cui campeggia il volto di Marra) è di nuovo in primo piano, affiancato stavolta da un’opera precedente dell’ex-eurodeputato (già che c’era…).

Mora ricorre nello spot all’apologia, difendendo il libro da chi lo ha attaccato e ricorrendo a delle argomentazioni molto elaborate e convincenti: “Non sono un critico, ma il labirinto femmiline è il libro più straordinario che ho mai letto. […] Leggilo – aggiunge Mora – è davvero bellissimo“. Come non essere sedotti da tanta arguzia…

E se per il primo spot ci si interrogava sull’intenzionalità del trash di cui era intriso, stavolta non ci sono dubbi: la ricerca in laboratorio del Brutto assoluto è arrivata ai massimi livelli, e non mancherà di attirare parodie di ogni genere sul Web.

Roberto Del Bove