Rutelli stronca Alemanno col decalogo del fallimento

“Siamo mossi da un grande amore per Roma, siamo delusi dal vederla andare indietro. Roma è peggiorata, chi ha promesso cambiamenti la sta facendo tornare indietro”. Francesco Rutelli non ce la fa a nascondere il dispiacere per la “disfatta” capitolina. Sconfitto alle ultime elezioni amministrative da Gianni Alemanno, il leader di Api sembra potersi adesso prendere la sua personale rivincita, che gusta fino in fondo, snocciolando i 10 punti che – a suo avviso – decretano il fallimento della gestione Alemanno.

Al primo posto c’è lo scandalo ribattezzato “Parentopoli” che, secondo Rutelli, certifica “il disastro amministrativo“. Quindi il capitolo sulla sicurezza e il decoro: “Roma – ha detto l’ex Pd – è una città in cui ci sono violenze diffuse, risse, rapine con ostaggi, dirottamenti notturni di bus: il clima è peggiorato. A Ostia sono morti a Natale tre senza casa, sarei stato crocifisso per settimane, ma in questa città – ha notato – ci siamo abituati a tutto“.

Il terzo punto del decalogo del fallimento redatto dal leader dell’Api parla, invece, di traffico e cortei: “Nel 2009 – ha ricordato Rutelli – appena eletto, Alemanno disse basta cortei. A un certo punto al massimo tre cortei al mese, poi al massimo uno al giorno. Mi sono perso, si fanno solo annunci, ma le soluzioni?”.

Non va meglio sul fronte burocratico e contabile: “Il Comune – ha rivelato l’ex sindaco capitolino – è in deficit strutturale nel suo bilancio ordinario. Non parliamo del debito, ma di entrate e uscite: ogni anno produce ulteriore deficit e quindi ulteriori tagli”. Pollice verso anche sulla manutenzione e l’edilizia: “Sono pronto a scommettere – ha scandito il terzopolista – che la demolizione di Tor Bella Monaca non ci sarà. Se facciamo un giro per la città sulle due ruote, si rischia la pelle. Le attività di manutenzione stradale sono state fuorilegge, senza gare, con affidamento diretto per oltre 82 milioni di euro”. Un  vero e proprio scempio, per il predecessore di Alemanno.

Al numero sette della lista della “vergogna”, Rutelli piazza, invece, il fallimento delle Olimpiadi: “Roma era partita per prima – ha ricordato – ma le diatribe all’interno della maggioranza stanno paralizzando la scelta”. E cosa dire del famigerato Gran Premio di Formula Uno che dovrebbe disputarsi all’Eur? “Si tratta di una gara che non c’è – ha tagliato corto l’ex esponente del Pd – Nessuno sa se l’Italia potrà avere due Gp, e non esiste una delibera che il sindaco aveva annunciato due anni fa. Chi paga poi i costosi spot che già lo annunciano andati per le tv nazionali?”.

Ma non è tutto perché a chiudere il decalogo al vetriolo dedicato all’amministrazione Alemanno ci sono la gestione dei rifiuti e il turismo: “Alemanno aveva vinto le elezioni promettendo l’immediata chiusura della discarica di Malagrotta – ha spiegato Rutelli – In questo periodo non si è fatto trattamento rifiuti, lo ha detto la presidente della Regione Lazio. L’Ama (l’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti a Roma e provincia, ndr) non l’ha fatto, perchè? Alemanno ha detto semplicemente che a Roma non si può fare una discarica. Dove li mandiamo i rifiuti – si è chiesto l’ex sindaco – in Germania?”.

E sul turismo: “In un momento di crisi economica come questo – ha osservato Rutelli – Roma ha un asset unico al mondo e non possiamo diventare la capitale italiana della tassa del turismo. Nel 2010 c’è stato un recupero legato all’abbassamento del livello. Un turismo mordi e fuggi, da un pezzo di pizza e coca cola e via. Questo – ha concluso il leader di Api – è drammatico per Roma”.

Ma le 10 stroncature di Rutelli hanno già fatto saltare Alemanno dalla poltrona del Campidoglio: “Quando vedo i miei predecessori che parlano rimango stupefatto – ha affondato il sindaco di Roma – Francamente non riesco a capire come possano ancora parlare. Abbiamo ereditato non un Comune sull’orlo del fallimento ma già fallito; 12 miliardi 350 milioni di debiti sono l’eredità del passato. Noi abbiamo salvato questo Comune e da 3 anni teniamo i bilanci in equilibrio. Paghiamo i loro debiti mantenendo l’equilibrio: già questa – ha concluso Alemanno – è una svolta incredibile”.

Maria Saporito