Fiat, Camusso: “Comunque vada referendum Fiom resta in fabbrica”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:54

Comunque vadano le cose al referendum di Mirafiori, la rappresentanza Fiom resterà nello stabilimento storico della Fiat. E’ questa la promessa del leader della Cgil, Susanna Camusso, che guarda già al dopo-referendum. Lo fa dal convegno Geco 2011 sul lavoro cooperativo, in corso oggi nella sede milanese del Sole 24 Ore.

Per la Camusso, infatti, la Fiom, definita “una grande organizzazione che ha migliaia di iscritti”, non può essere cancellata così. Poi lancia un appello: “Evitiamo di attribuire all’amministratore delegato della Fiat il potere di cambiare la storia e la tradizione del nostro Paese”.

Il numero uno del maggiore sindacato della nazione parla anche di quanto sta accadendo a Mirafiori, ormai a poche ore dall’inizio del referendum sull’accordo del suddetto stabilimento. Per Susanna Camusso la campagna avviata ieri dai capireparto di Mirafiori a favore del sì al referendum “è indice del nervosismo dell’azienda, che non è assolutamente rispettosa delle regole”. La sindacalista dice di un “clima difficile”, soprattutto perché “è evidente che si sta commettendo nei confronti di quei lavoratori uno straordinario torto. Sarebbe giusto – aggiunge – se tutti facessero un passo indietro e fossero più rispettosi, perché i lavoratori dovranno decidere se il loro futuro può essere a quelle condizioni di lavoro e di diritto della rappresentanza oppure no”.

Il segretario, infine, si esprime sul “profondo silenzio” scaturito dopo l’appello da lei stessa rivolto ieri agli imprenditori italiani, affinché prendessero posizione contro il premier Silvio Berlusconi. “Forse anche il sistema delle imprese è rassegnato a un Governo che non si occupa del Paese”.

Intanto cresce l’attesa davanti ai cancelli dello stabilimento torinese. Le assemblee del fronte del sì e del no anticipano l’inizio del referendum, che partirà con i 180 lavoratori del terzo turno (ore 22). La consultazione interesserà la maggior parte dei 5.431 lavoratori, quasi tutti operai.

Mauro Sedda

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