E Renzi ringrazia il premier: devo tornare ad Arcore

Cosa vuole fare Matteo Renzi da grande? Il sindaco di Firenze, salutato da molti come l’homo novus che potrebbe rimettere in sella l’affaticato Pd, continua a destare preoccupazioni tra i più intransigenti sostenitori del centro-sinistra. Perché? Il primo cittadino di Firenze e “principe” dei “rottamatori” democratici ha ieri rimarcato la sua più sincera gratitudine a Silvio Berlusconi e ai suoi collaboratori (Gianni Letta in testa) per aver favorito la sottoscrizione di un accordo tra il Comune di Firenze e il ministero dei Beni culturali.

Una “gratitudine” che fa il paio – secondo i detrattori di Renzi – con la visita che qualche mese fa lo portò a incontrare il presidente del Consiglio nella sua villa privata ad Arcore. Un faccia e faccia troppo informale per essere considerato di esclusiva natura istituzionale e che per questo ha suscitato una sollevazione popolare contro il giovane sindaco di Firenze, accusato di strizzare l’occhio al premier in vista di futuri, acrobatici riconoscimenti.

Ma l’accusato si difende, rinforzando piuttosto la “bontà” dell’accordo raggiunto ieri che permetterà alla città di Firenze di godere di nuovi servizi e agevolazioni tese a valorizzare il suo straordinario patrimonio artistico-culturale. Tra le iniziative promosse, la “Firenze Card“, che al costo di 50 euro permetterà ai visitatori della città di visitare oltre 30 musei in un arco massimo di 72 ore. Ma importanti accordi sarebbero stati siglati anche sul fronte teatrale e in riferimento alla necessità di ultimare i lavori iniziati ai Grandi Uffizi e al Parco della Musica e della Cultura.

Matteo Renzi, insomma, gongola per i risultati ottenuti e prova a scherzarci un po’ su: “Se funziona sempre così – ha detto ieri – che dopo ogni visita ad Arcore si firma un protocollo, chiederò di fissare una visita al mese. Anzi, chiederò di fissare già la visita per gennaio”. Una spiritosaggine che quasi sicuramente molti democratici mancheranno di apprezzare.

Non solo: in diretta da Radio Toscana, il sindaco di Firenze ha ieri voluto prendersi la sua rivincita: “A quelli che mi prendevano in giro e dicevano che io andavo a fare il bunga bunga ad Arcore – ha detto – rispondo che, fermo restando che io spero che il Pd possa vincere le elezioni e riuscire a uscire da questa fase difficile, quando uno fa il sindaco deve occuparsi della sua città e deve richiamare il governo al rispetto degli impegni presi”.

“Per questo – ha continuato il rottamatore – voglio dire un grazie serio, istituzionale, a Berlusconi e ai suoi collaboratori, in primo
luogo a Gianni Letta, perché hanno dimostrato di fare una cosa istituzionalmente corretta. Non fanno le cose solo con, ad esempio, Alemanno a Roma, ma – ha notato Renzi – con tutte le amministrazioni, qualunque sia il colore. Noi non ci accontentiamo perché
dobbiamo fare ancora molte cose, ma questo accordo – ha concluso – è un primo passo per noi importante“.

Maria Saporito