Pagelle Juventus-Catania: Del Piero illuminante, Pepe incisivo

Juventus (4-4-2)

Buffon 6,5: Esce per anticipare Ricchiuti al 18′, poi resta inoperoso fino agli ultimi minuti quando lo stesso Ricchiuti e Pesce lo impegnano con due tiri da fuori: Gigi devia in angolo e dalla curva scrosciano applausi.

Sorensen 6: Primi 20′ con qualche brivido, poi si riprende bene e gioca una gara tranquilla limitandosi a sorvegliare la zona.

Bonucci 5,5: Tante imprecisioni, soprattutto in fase d’appoggio. Da un suo errore nasce il primo brivido per Buffon, che salva su Ricchiuti.

Chiellini 6: Poco impegnato dall’attacco ospite, fa la sua parte con la solita sicurezza.

Grosso 6: Senza infamia né lode, chiude la corsia mancina senza dannarsi l’anima. Esce per un leggero fastidio al polpaccio (1’ st Grygera 6: Bada al sodo).

Krasic 7: Come di consueto va ad intermittenza, ma quando decide di accelerare diventa inarrestabile. Apre le marcature con un bel tocco di destro. Nel secondo tempo si vede poco.

Felipe Melo 6,5: Inizio traballante, con qualche giocata fuori misura. Poi trova il ritmo e in mezzo al campo diventa insuperabile. Un po’ troppo nervoso, rischia il giallo per proteste.

Marchisio 6: Parte al centro, ma ben presto viene spostato a sinistra. Ligio al dovere, gioca la sua buona gara fatta di sostanza e qualche giocata di qualità.

Pepe 7: Oltre all’impegno, che non manca mai, ci mette quell’incisività che non sempre lo contraddistingue. Costretto a giocare da punta si muove con intelligenza, firmando anche il gol che chiude i giochi.

Del Piero 7,5: Illumina la serata con la sua classe. Splendida la giocata che manda in gol Krasic, suo il cross da cui nasce il raddoppio. In mezzo tanta qualità (45’ st Motta s.v.).

Toni s.v. Si procura una distorsione al ginocchio dopo un quarto d’ora: oggi gli accertamenti (17’ pt Aquilani 5,5: Più presente rispetto alle ultime apparizioni, ma stranamente impreciso. Si divora un gol a due passi da Campagnolo).

All. Del Neri 6,5: Qualche sbandamento di troppo nei primi 20′, poi la Juve si assesta e gioca una buona gara. Tutto sommato un passo avanti rispetto alle ultime esibizioni.

Catania (4-1-4-1)

Campagnolo 6: Sui gol subiti le responsabilità sono di altri, per il resto si limita ad un paio di interventi comodi su conclusioni da fuori.

Augustyn 5: Per una buona mezz’ora si fa apprezzare in copertura, poi Del Piero lo beffa sul primo gol e va in confusione. Si divora il gol del 2-1 nel finale.

Silvestre 5,5: Dopo l’uscita di Toni, mancando un punto di riferimento va in difficoltà.

Spolli 6: Contro i pesi leggeri dell’attacco bianconero spicca per la prestanza atletica. Il più sicuro della difesa (44’ st Strumbo s.v.).

Marchese 5: Krasic ha un passo diverso e quando lo punta gli scappa sempre. Grave disattenzione sul primo gol, quando si dimentica il serbo che insacca.

Sciacca 6: Lucido e preciso davanti alla difesa, pur senza fare cose straordinarie dà ordine alla manovra rossazzurra.

Antenucci 5,5: Schierato in una posizione insolita, da esterno offensivo di destra, si fa valere nella prima parte con la sua velocità. Scompare per gran parte del match come tutta la squadra, per poi riapparire nel finale.

Delvecchio 5: Pronti via e spreca due grandi occasioni che avrebbero potuto cambiare il volto del match. Si muove molto ma è troppo impreciso.

Martinho 5: Impegnato più a difendere che a costruire, finisce per vedersi pochissimo (30’ st Pesce s.v.).

Mascara 5,5: Nella prima parte è il più vispo e crea diversi pericoli. Pian piano però scompare dal match (28’ st Gomez 6,5: rianima i suoi con 20′ di grande qualità).

Ricchiuti 5,5: In un ruolo non suo, da centravanti atipico, parte con un paio di belle giocate ma ben presto sparisce dai radar. Ha il merito di sporcare i guanti di Buffon con un sinistro da fuori.

All. Giampaolo 5: Benino nei primi 20′, bene alla fine, ma nella parte centrale del match i suoi sono troppo rinunciatari. Con un po’ meno turnover avrebbe avuto qualche possibilità in più.

ARBITRO Russo 6: Partita piuttosto facile, diretta senza affanni. Un paio di cartellini in più non avrebbero fatto male.

Pier Francesco Caracciolo