Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Caso Ruby, Bersani: Ci vergogniamo davanti al mondo

Caso Ruby, Bersani: Ci vergogniamo davanti al mondo

Timido nell’esprimere un’opinione forte sulla delicata vertenza Fiat di Mirafiori (che, qualunque sia il parere di ciascuno, si è comunque risolta ieri per volere dei lavoratori), il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, ha invece sfoggiato una fermezza innegabile nello scandire il suo feroce atto d’accusa contro il presidente del Consiglio.

Il pretesto glielo hanno fornito gli ultimi aggiornamenti sul Caso Ruby, che hanno costretto Silvio Berlusconi in un angolo scomodo e sconveniente. Per il democratico, le ipotesi di “concussione” e “prostituzione minorile” formulate dai magistrati milanesi nei confronti del Cavaliere rappresentano motivo sufficiente per gridare allo scandalo e per richiedere le immediate dimissioni del premier.

“Io non voglio parlare di magistratura che fa il suo mestiere – ha esordito Bersani questa mattina, a margine di un incontro del Pd che si è svolto ad Ancona – ma una minorenne dovrebbe andare a scuola non a cena, per così dire, dai vecchi ricconi. Una minorenne non dovrebbe girare con delle migliaia di euro in tasca, non dovrebbe essere buttata fuori da una Questura, un luogo delle istituzioni, per essere riconsegnata un’ora dopo ad una prostituta perché – ha spiegato il segretario del Pd – una minorenne è una minorenne a prescindere dal fisico che ha e da quello che ha in testa e va tutelata“.

“In questo momento – ha proseguito – noi ci vergognamo davanti al mondo e se sopportiamo anche questo il mondo fa bene a vergognarsi di noi”. Non solo, per il democratico è inevitabile “suggerire” al presidente del Consiglio di prendere congedo dalla scena politica perché – ha ricordato – la gravità della vicenda era stata accertata già tempo fa. “Era già determinante qualche mese fa – ha spiegato Bersani – se stiamo sul piano etico, civico, morale, a prescindere da quello giudiziario sul quale sta indagando la magistratura”.

“Dire che Berlusconi deve andarsene – ha concluso il leader dei democratici – non è sinonimo di elezioni anticipate perché vorrei ricordare che siamo in un regime costituzionale che non lascia tutto in mano al presidente del Consiglio”.

Maria Saporito

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