Fiat, Ferrero: “Come la mafia, Marchionne ha la forza, ma non il consenso”

Nonostante il ricatto mafioso della Fiat, gli operai di Mirafiori hanno dato una grande lezione di dignità bocciando il dictat di Marchionne. Solo gli impiegati hanno permesso ai ‘sì’ di avere la maggioranza. Come la mafia, Marchionne, ha la forza ma non il consenso. Pieno appoggio quindi alla Fiom in ogni iniziativa volta ad impedire l’applicazione di questo vergognoso accordo a partire dalla partecipazione dello sciopero del 28. Cosa aspetta la Cgil a trasformarlo in uno sciopero generale?“. E’ forse quello di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, il commento più duro in merito all’esito del referendum tra gli operai dello stabilimento Fiat di Mirafiori.

A Ferrero fa eco Oliviero Diliberto, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra, che raggruppa proprio Rifondazione e Comunisti Italiani, oltre alla componente ‘Lavoro e solidarietà’ della Cgil. “I metalmeccanici e la Fiom hanno fatto un vero miracolo. In un Paese imbarbarito dall’illegalità e dalla mancanza di principi, hanno dato a tutti una grande lezione di dignità”, esulta Diliberto.

Se il ‘sì’ è riuscito a vincere, è stato grazie al ricatto che si è levato da ogni parte contro i lavoratori. Si può ora negare – chiede il portavoce della FdS – facendosi scudo di un accordo indecente, la rappresentatività della Fiom? Di un’organizzazione che è riuscita a tenere, contro tutto e tutti, la metà dei lavoratori della fabbrica? E’ evidente che la lotta prosegue e sarebbe bene che Marchionne convocasse immediatamente un tavolo di trattativa, invitando anche la Fiom, e informando nel dettaglio di quello che vuol fare e della qualità e quantità degli investimenti”.

“Ma quel che più è apparso evidente – prosegue Diliberto – è che questi lavoratori, quelli che hanno votato no e quelli che hanno votato si’ per paura, pongono un problema di rappresentanza politica ampia, forte, rassicurante. Avrebbe potuto farlo il Pd, ma non ha voluto o non ci è riuscito. A noi, alla Federazione della Sinistra ed a Sel – conclude il portavoce della FdS – sta il compito di ricostruire una sinistra unitaria proprio a partire dai contenuti posti dalla Fiom nella sua lunga battaglia di Mirafiori“.

Raffaele Emiliano