Sarah Scazzi: Michele Misseri ritratta, “Sabrina è innocente”


Durante l’interrogatorio, avvenuto questo pomeriggio su volere dei legali di Sabrina Misseri, a Michele, suo padre, i difensori si dicono convinti: “L’uomo scagiona Sabrina”.

E lo fa con due lettere inviate a entrambe le figlie, Sabrina e Valentina, a Natale.

Secondo uno dei due legali, Franco Coppi, Michele non ha usufruito della facoltà di non rispondere, se non per una domanda che, anche su giudizio degli avvocati del contadino, avrebbe potuto compromettere la già precaria situazione delle indagini.

Ha invece risposto, Michele, zio di Sarah Scazzi, uccisa il 26 agosto, sulle lettere con cui scagionerebbe sua figlia dopo averla prima chiamata in correità per l’omicidio, poi indicata come unica assassina.

L’uomo ha riconosciuto la paternità delle missive e anche le circostanze dietro cui le aveva scritte e inviate, lo scorso Natale: non vi era dietro alcuna minaccia o forzatura da parte della famiglia.

Le donne di casa, con in testa Cosima Serrano, sua moglie, avevano sempre cercato di porre in cattiva luce Michele, sia dopo la confessione avvenuta lo scorso 6 ottobre, quando faceva ritrovare Sarah cadavere seppellita in un pozzo artesiano, sia, e soprattutto, in seguito alle accuse contro Sabrina. Pertanto, si pensava che anche le lettere in cui avrebbe scagionato sua figlia fossero un tentativo di depistaggio da parte dell’agguerrito gineceo domestico.

Il contadino, invece, respinge l’ipotesi, affermando la piena responsabilità in merito ai messaggi inviati.

Per ora vige uno stretto riserbo sui contenuti delle lettere, come ha commentato l’avvocato Franco Coppi: “L’indagato ha riconosciuto come sue queste lettere, ha ammesso che non sono frutto di minacce o di pressioni o dell’intenzione di favorire questo o quello. Non posso violare un segreto istruttorio che mi pare in questa vicenda abbia subito già numerose violazioni, erano importanti e se le abbiamo prodotte è perché evidentemente corrispondevano a un interesse difensivo e ovviamente di Sabrina. Siccome poi le abbiamo comunque consegnate all’ufficio del pubblico ministero e non sappiamo cosa il pm intenda fare, mi sembra doveroso, almeno per il momento, mantenere un minimo di riserbo”.

Carmine Della Pia