Caso Ruby: le ragazze e gli appartamenti a Milano 2

Sia ben chiaro, preferiremmo destinare la nostra attenzione ad argomenti di tutt’altro genere, provando magari a fornire una fotografia quanto più nitida possibile dell’attuale momento sociale. Ma, in questo esordio di anno, le cose non sembrano essere molto cambiate e capita dunque che ci si ritrovi (ancora una volta) a scrivere di gambe lunghe e vestiti griffati anche in un articolo di cronaca politica.

Perché? E’ la conseguenza delle presunte “sregolatezze” riconosciute al nostro presidente del Consiglio. Un settantaquattrenne alle prese con un Paese difficile da governare. Tra una crisi economica che non concede respiro e una maggioranza da ricostruire, il premier pare trovi conforto solo negli ambienti più intimi delle sue ville private. Dove – secondo l’ inchiesta aperta a Milano – amerebbe circondarsi di giovani donne con le quali dividere pasti, barzellette, danze e ammazza-caffè.

Accade dunque che, secondo quanto ipotizzato dalla Procura milanese, uno stuolo di donne più o meno note inizino a inaugurare una processione interminabile alla volta di Arcore. E che – interpellate dagli stessi inquirenti – decidano di vuotare il sacco, rivelando dettagli piccanti e per niente istituzionali sui loro incontri con il Cavaliere. Voci tutte da confermare, ci mancherebbe, ma che comunque lasciano intuire un via via “godereccio” nelle residenze del presidente, apparentemente più orientato a organizzare incontri a luci soffuse che a presenziare vertici gravosi e impegnativi.

Le ultime dichiarazioni rese dalle “donne del Presidente” convocate dai pm di Milano raccontano di almeno due appartamenti in via Olgettina 65, Milano 2, in cui circa 14 di loro si trovavano periodicamente a dividere stanze e speranze. In questi locali, ceduti in comodato d’uso, le giovani frequentatrici di Arcore (tra loro anche Ruby) attendevano di essere “convocate” in villa per una serata all’insegna del divertimento e della leggerezza. A occuparsi di loro, ci sarebbe stata l’instancabile Nicole Minetti, ex igienista dentale del premier e consigliere regionale del Pdl in Lombardia. Su di lei pende adesso l’accusa pesante di aver favorito la prostituzione delle ragazze dirette ad Arcore e di aver – per così dire – favorito (insieme a Mora e Fede) l’offerta delle “vergini” al “drago” (per usare le parole con cui Veronica Lario annunciò pubblicamente il suo intendimento di separarsi dal marito).

“Quando i poliziotti hanno perquisito le case – si legge in un articolo pubblicato oggi su Il Corriere della Sera – hanno ritrovato, oltre a numerosi giochini erotici, gioielli, foulard di seta, borse e vestiti griffati, gadget del Milan dedicati allo stesso Berlusconi e una busta con i biglietti della partita Milan-Real Madrid indirizzata a Emilio Fede ma regalata a una di loro”.

Per avere un’idea di ciò che presumibilmente avveniva durante i dopo-cena di Arcore, è invece consigliabile leggere un articolo pubblicato oggi su La Repubblica, nel quale vengono svelati dettagli sul famosissimo “bunga bunga”: “A cena – si rivela facendo riferimento alla ricostruzione fornita da una delle presunte Berlusconi girl – c’erano 20/25 ragazze, più della metà straniere, e tre uomini: il Cavaliere, l’immancabile Emilio Fede e Carlo Rossella, presidente di Medusa. Dopo cena, si scende in quella che tutti chiamano la sala del bunga bunga. E’ più o meno una discoteca – si precisa – un banco con l’asta per la pole dance, divani, divanetti, ‘camerini’ dove le ragazze si travestono da infermiere, da poliziotte, tutte con il seno nudo e poi improvvisano uno strip tease (stripper anche la Minetti), mimano scene di sesso”.

“Devono essere ‘convincenti’, ‘spregiudicate’, disinvolte e molto disinibite – si continua – perché le performance migliori saranno premiate con un invito a restare per la notte (allo spettacolino sono presenti Rossella e Fede). Dopo il bunga bunga si risale in un’altra sala dove Berlusconi sceglie e comunica chi rimarrà per la notte”.

E non è tutto perché ieri, anche la ex escort Nadia Macrì ha rivelato, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano, i piccanti particolari di una serata spericolatamente trascorsa nella villa di Arcore, parlando della “seconda parte” di una serata qualsiasi: “In 8, massimo 10 – ha ricordato – andavamo da Berlusconi nel centro benessere della villa con piscina di acqua termale e facevamo il bagno nude e ci baciavamo. Ci osservava – ha continuato la Macrì – ci diceva: ‘Girati, vieni tu, tocca a te’. Si ritirava in una stanza per i massaggi  e una alla volta entravamo per un rapporto sessuale, cinque minuti ciascuna, le più adulte – ha precisato – e anche le minorenni”.

“A fine serata – ha proseguito l’ex frequentatrice di Arcore – nel suo ufficio, Berlusconi consegnava buste sigillate con contanti e il nome già scritto. Io ho ricevuto 10 mila euro per due prestazioni sessuali, zero per la prima presentazione ad Arcore”. Una contabilità scrupolosa, che secondo gli inquirenti, sarebbe stata gestita da Giuseppe Spinelli, storico cassiere della famiglia Berlusconi. Ieri hanno tentato di perquisire i suoi uffici, ma sono stati prontamente fermati dallo stesso Spinelli, che ha detto che quei locali rientrano nella segreteria politica del premier e che, quindi, non possono essere “violati” senza specifica autorizzazione. Inoppugnabile.

Maria Saporito