Storia recente: la Sony chiude la fabbrica dei CD.

Gennaio 2011. Quando entrarono in commercio i CD o Compact Disk fu una rivoluzione, dalle cassette e i dischi in vinile si passò all’era del digitale e da quel momento nulla fu più come prima. Correva l’anno 1980 e usciva lo standard CD creato congiuntamente da Sony e Philips. Lo standard fu chiamato “CDDA” ossia “Compact Disk Digital Audio” ma per tutti divenne subito il CD audio.

Quest’ultimo fu il precursore di tutti i formati di supporto digitale removibili che ormai tutti conoscono e utilizzano: si è passati dai CD-R e CD-RW per arrivare ai moderni DVD, Blu-ray e simili.

Il CD è inizialmente nato come un supporto per la sola lettura, non poteva infatti essere scritto e proprio per questo era stato scelto come  strumento per vendere musica e per la sua resistenza e qualità si è diffuso in pochi anni sbaragliando i concorrenti analogici. In ambito musicale ancora oggi è il supporto più utilizzato, mentre in campo dati ormai i DVD hanno soppiantato il cugino più semplice.

Così espone Wikipedia riguardo i dati tecnici dei CD: <<Tali specifiche tecniche prevedono una capacità massima di 747 MB e audio stereofonico LPCM campionato a 44,1 kHz con campioni di 16 bit, quindi, tenendo conto dello spazio occupato per la correzione d’errore, una capacità massima di registrazione di 74 minuti.>>. Alcuni CD di ultima generazione potevano tenere 80 minuti o più.

A fine marzo chiuderà la storica fabbrica Sony di CD con sede a Pitman; lo stabilimento è stato in grado di produrre fino a 18 milioni di cd al mese, ma ora la vendita di musica su internet sta sbaragliando l’uso di questo supporto audio. In effetti, per portare in giro 18 canzoni circa ci vuole un CD, l’equivalente di una vecchia cassetta magnetica, mentre i nuovi riproduttori di musica, gli Ipod e affini lettori di mp3 possono contenere anche migliaia di titoli, un’audioteca completa  sempre a portata di mano, che non pesa nulla e si può spostare su qualunque apparecchio informatico.

In america ormai la musica scaricata da internet ha superato quella venduta sui CD e a livello mondiale non sembra andare troppo diversamente. Pare infatti  che nel 2010 le vendite di album musicali siano state di 110 milioni di copie ma che siano scese rispetto all”anno precedente del 20% . Per capire questo decremento, oltre al fenomeno di rinnovo tecnologico da CD a internet bisogna tener conto anche della pirateria.

Dal momento che le canzoni sono diventate scaricabili e trasformabili in file, la copia illegale è aumentata a dismisura, a scapito non solo della vendita di CD audio ma anche delle stesse canzoni vendute tramite internet.

La fabbrica di Pitman lascerà a casa 300 persone, mentre la produzione Sony di CD non cesserà del tutto, la fabbica di DVD e Blu-ray di Terre Haute in Nevada, produrrà ancora CD in numero limitato, perlomeno fino a quando il mercato li chiederà.

I nastri magnetici e i dischi sono durati decenni mentre i CD si può dire solo 30 anni, anche questo è evidente simbolo della velocità della vita moderna in cui tutto cambia nel giro di pochi anni e tutto stravolge il nostro modo di vivere, a volte migliorandolo a volte non si sà.

I.T.