Internet: cosa sono gli indirizzi IP

Anno 2011. Di qui a breve potrebbe verificarsi una vera e popria rivoluzione informatica. Il comune utente non sempre è a conoscenza del fatto che la difficoltà maggiore nell’utilizzo di Internet non è il PC di casa, che sia un desktop o un laptop, con sistema Windows, Linux o Mac. Il punto centrale è infatti la rete che porta “in giro” le informazioni.

Per spiegare questa realtà poco palpabile si può mettere in evidenza la sua struttura reale, cioè visualizzare le apparecchiature elettroniche che la compongono.

Come esempio pratico pensiamo ad una mail che parte da casa di un amico per arrivare al nostro PC , tablet o smartphone. Scritta la mail si clicca invio e ( per noi) il gioco è fatto, ma cosa succede dopo? Accade, come per le lettere su carta che il documento, parte con scritto su di esso il mittente e il destinatario ma gli indirizzi non sono quelli della casa fisica ma bensì  i cosiddetti IP.

Questi ultimi consistono in una sequenza di numeri che individuano un apparecchio elettronico connesso alla rete. Come per le lettere su carta, l’importante è mettere sulla busta il mittente e il destinatario della missiva. Quasi sempre poi l’indirizzo IP viene scritto con una parola, che serve con la quale l’utente fisico lo ricorda, ma questo nome simbolico viene poi tradotto dai computer per usarlo sotto forma di numeri.

Tornando all’esempio della mail , nel caso delle lettere cartacee come convenzione per individuare il luogo della consegna si è scelto da sempre l’indirizzo di casa. Sembra banale, scriviamo su un qualsiasi foglio di carta una lettera ad un amico in Francia a Parigi e la indirizziamo in Rue de Renard n°3 (indirizzo totalmente casuale). L’importante è metterla in una busta e portarla in una cassetta postale in strada. Un postino ritirerà poi tutto il contenuto della cassetta e alla sede delle poste di zona la busta verrà messa fra i sacchi che andranno all’estero, e verrà poi portata in Francia dove sarà ancora smistata per Parigi e data al postino di zona per la consegna. Facile no?

Nella rete informatica succede la stessa cosa ma la consegna non è così semplice: se si rende necessario spedire la stessa lettera in formato elettronico ossia una e-mail devo intanto avere a disposizione un apparecchiatura su cui scriverla che sia dotata o di un programma di posta  e di una connessione ad Internet, o almeno quest’ultima: Dopo aver scritto la mail con in tasto di invio diciamo al nostro PC di iniziare a trasferirla al nostro amico. La mail viene divisa in una moltitudine di piccoli pezzetti chiamati “pacchetti”  e viene consegnata ad esempio all’apparato dell’ADSL. Ma come fanno le apparecchiature informatiche a sapere dove devono consegnare questi dati?

La rete dati è composta da molti apparati elettronici a cui sono connessi i vari cavi, di rame o di fibra, oppure che gestiscono le reti radio come quella cellulare. Ognuno di questi apparecchi ha un identificativo che è proprio l’indirizzo IP. Il nostro PC quando ha consegnato la mail ha dichiarato al primo apparecchio che incontra l’indirizzo di posta del nostro amico e l’apparecchio, che segue alcune regole definite, lo manda al prossimo, al quale è collegato e che potrebbe sapere questo indirizzo a che IP corrisponde. Di apparato in apparato tutti i pezzi della mail corrono per la rete arrivando al computer che eroga il servizio di posta che usa il nostro amico. Quest’ultimo computer sa dove deve consegnare la e-mail o la tiene sui suoi sistemi per farla leggere direttamente alla persona quando si collegherà. La e-mail che era partita in pezzi viene cos’ consegnata e ricomposta nel giusto ordine al computer il cui IP era il destinatario della missiva elettronica.

Gli IP o IPv4 sono dunque gli indirizzi del mondo informatico e fin ora il numero di IP disponibili per essere assegnati a pc, telefoni o quant’altro è stato di 2^32 = 4,3 x 10^9 numeri diversi, un numero grandissimo che è  però quasi giunto a saturazione. Si pensi però che parliamo dei soli IP pubblici ossia quegli Ip raggiungibili su Internet, ce ne sono infatti molti altri , utilizzati ad esempio nelle università e nelle aziende che sono nascosti ai navigatori del web.

Per risolvere il problema della mancanza di Ip disponibili gli espertiqualche anno fa hanno inventato un nuovo modo di scrivere gli IP gli IPv6, che dà la possibilità di avere 2^128 = 3,4 x 10^128 indirizzi, un numero enorme per la fantasia umana, quella di adesso, fra 30 anni, chissà.

I.T.