Avvenire e Secolo d’Italia all’attacco. “Vergogna”

La bufera che sta colpendo il premier non fa altro che intensificarsi ora dopo ora, giorno dopo giorno.
Ormai anche i suoi fedelissimi preferiscono il silenzio piuttosto che difendere il premier senza se e senza ma.
Ci ha provato il Ministro degli Esteri Frattini, definendo questa storia una montatura. Sarebbe un errore ammettere il principio che un magistrato, con un indagine che si rivelerà infondata, possa determinare il tempo delle elezioni e sostituirsi alla scelta democratica degli elettori e dei governi.
Ormai è difficile credere, ci sono le intercettazioni, prove, carte già consegnate, impossibile parlare di montatura. I pm hanno chiesto al premier di presentarsi in tribunale come un normale cittadino, non hanno chiesto dimissioni o altro.

Nel momento in cui Berlusconi era impegnato ad allargare la maggioranza per evitare di andare al voto, nuovi orizzonti si sono aperti.
La reazione più inaspettata è stata il silenzio della Lega, unico partito che può permette a Berlusconi di avere la maggioranza, e unico partito che, in caso di elezioni, potrebbe ridargliela.

Il premier cercava in tutti i modi di aprire all’Udc di Casini, ma ora? Ora sembra che Casini faccia quadrato con Fini e con l’intero terzo Polo consigliando di presentarsi e rispondere alle domande dei pm milanesi.
La risposta del mondo cattolico, seppur in ritardo è arrivata oggi.
La vicenda Ruby è un’irrespirabile polverone dal quale occorre uscire al più presto, e ognuno deve fare per intero la propria parte perché questo avvenga con tutta l’indispensabile pulizia agli occhi dell’Italia e del mondo.
Lo sostiene il quotidiano della Cei Avvenire, che chiede sobrietà per quanti svolgono un ruolo pubblico. In un editoriale pubblicato in prima pagina, il direttore Marco Tarquinio scrive che anche solo l’idea che un uomo che siede al vertice delle istituzioni dello Stato sia implicato in storie di prostituzione e, peggio ancora, di prostituzione minorile ferisce e sconvolge.

Ma non è l’unica reazione che preoccupa il premier, c’è anche quella del Secolo d’Italia, il giornale della destra italiana.
La vicenda Ruby è solo roba di cui vergognarsi. Sappiamo che è moralista e fuori moda dirlo, ma non ci piace, ci dà fastidio e siamo convinte che in tutto ciò non vi sia niente di pop: è solo roba di cui vergognarsi.

Matteo Oliviero