Berlusconi non può permettersi di fare un passo indietro

Berlusconi tenta di resistere e mantenere la sua posizione, assediato dalla stampa cattolica, stretto dal Capo dello Stato che gli consiglia di esercitare il suo diritto di difesa davanti ai giudici di Milano, mollato definitivamente dal Terzo Polo, con l’opposizione alle barricate che chiede le sue dimissioni e poi c’è il Pdl, ormai pieno di malumori.
Ma il premier avverte minaccioso, il primo che osa venirmi a dire di fare un passo indietro lo caccio dal partito a calci in culo.

Perché Berlusconi non ha alcuna intenzione di dimettersi da presidente del Consiglio.
E’ una mossa che potrebbe costargli cara
. C’è Tremonti che prenderebbe subito il suo posto, appoggiato anche dalla Lega. Ma nessuno sarà presidente con i suoi voti, ha tenuto a precisare.
Stufo ma combattivo, con l’obiettivo di stroncare ancora una volta i magistrati comunisti e dirottare le carte processuali dei festini hard al Tribunale dei ministri, neutralizzando così le intercettazioni telefoniche. Berlusconi è un combattente nato, stringe i denti e i bulloni della sua maggioranza che ieri alla Camera era però divisa tra coloro che dicono ce la faremo a passare anche questa nottata e chi invece teme il peggio: Questa volta finisce male.

Adesso mi difenderò in ogni sede. Farò uscire le testimonianze delle ragazze che Ghedini ha raccolto. Non mi arrendo, reagirò. Vedremo cosa riusciranno a dimostrare la Boccassini e compagni, ha sboccato il premier, ma l’unica sede è un tribunale, e lui non ha alcuna intenzione di andarci.

I problemi sono tanti, ormai il legame anche sottile che c’era con il Terzo Polo è scomparso del tutto, e con queste condizioni sarà difficile trovare l’accordo sul federalismo fiscale, ma senza questa riforma sarà direttamente la Lega a trascinare Berlusconi nella palude delle elezioni, proprio dopo gli scandali sessuali che rimbalzano da una parte all’altra del mondo.

Matteo Oliviero