Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca Caso Ruby, l’autodifesa di Fede: con Mora solo una battuta

Caso Ruby, l’autodifesa di Fede: con Mora solo una battuta

In una lunga intervista audio concessa a Il Fatto Quotidiano, il direttore del Tg4, Emilio Fede tenta di rimettere le cose a posto e di consegnare la cronaca puntuale delle famigerate serate trascorse ad Arcore, che gli hanno procurato l’accusa di favoreggiamento e induzione alla prostituzione ipotizzata dai pm di Milano.

“E’ una strage nella vita privata delle persone – inizia il giornalista – Io ho partecipato solo a delle cene e all’una e 10 sono sempre andato via. E’ capitato qualche volta di avere invitato delle persone a una cena: la cena inizia alle 10 e 30 e si conclude verso mezzanotte e mezzo, l’una meno un quarto. Si va giù nella sala Conferenze (sala bunga bunga per molte ragazze intercettate, ndr), dove c’è un po’ di musica, le ragazze ballano, ma io no – precisa Fede – All’una e dieci vado via perché io al mattino mi alzo e vengo a lavorare ogni giorno”.

E le battute compromettenti scambiate al telefono con Lele Mora, in cui viene accordata una percentuale di soldi da trattenere per aver procurato all’impresario dei vip un “generoso” aiuto da parte del presidente del Consiglio? “Lele Mora – spiega serafico il direttore del Tg4 – è un mio amico da tanto tempo, l’ho voluto aiutare perché stava nei guai anche per problemi di salute. Sapevo che era nei guai per il fallimento e che era pesantemente malato. Mi pone il suo problema e il rischio di bancarotta fraudolenta e io – continua Fede – gli dico: ‘Se vuoi, chiedi un aiuto al presidente, che magari una mano te la dà, visto che vi conoscete da tanto tempo’”.

“So che una sera – riprende il giornalista – Berlusconi mi dice di avere aiutato Lele Mora. Quando poi lui (Mora, ndr) mi telefona per ringraziarmi per la mia intercessione, allora come battuta – spiega Fede – io gli dico: ‘Facciamo il 40%‘”.

Il direttore del Tg4 è certo della sua innocenza e al telefono con Il Fatto Quotidiano ribadisce una promessa fatta già ai telespettatori: “Il giorno in cui ci sarà una verità che corrisponde all’accusa, me ne vado immediatamente”. Non solo: “Io desidero per la mia dignità, per quella di mia moglie, dei miei figli e dei miei nipoti – conclude il decano dell’informazione – essere ascoltato al più presto dai magistrati, così da poter chiarire la mia posizione”.

Maria Saporito